Posts Tagged ‘Destra’

Adesso forse se ne accorgono anche loro

ottobre 4, 2008

”Leggere la cronaca italiana in questi giorni fa impressione: ci troviamo davvero in una situazione cosi’ grave, che sfugge ad ogni controllo, di razzismo diffuso? Non credo si sia raggiunto l’allarme rosso, ma sarebbe folle ignorare la gravita’ di un fenomeno che pare allargarsi a macchia d’olio e non agire invece per arginare quanto piu’ possibile il ripetersi di tanti, odiosi episodi”. E’ quanto sostiene Margherita Boniver (Pdl), Presidente del Comitato di controllo su Schengen, Immigrazione ed Europol, in un articolo che verra’ pubblicato da ‘L’Occidentale’.

BRAVA MARGHERITA adesso forse vi accorgete anche voi che di questo passo con la famosa TOLLERANZA ZERO di un governo razzista si arrivera ad un peggioramento della sicurezza di tutti i cittadini. Pensiamo solo se per difendersi da queste aggressioni gli stranieri, magari italiani a tutti gli effetti decidono di difendersi da soli!

Altro che SICUREZZA!!!!!!!!

Sopra il ragazzo cinese picchiato a Roma perchè stava prendendo l’autobus.

Annunci

Il parlamento non serve più!

ottobre 3, 2008

Decreti a raffica, conferma Berlusconi. Ma niente paura, assicura il capo del governo: «Non c´è nessun rischio di regime autoritario o dittatoriale come dice qualcuno».  SE LO DICE LUI STIAMO TRANQUILLI!!!!!

Per non parlare dei media, tanto che «non andremo più in tv a farci insultare». (tutti i media sono controllati da Silvio)

Parlamento ridotto a un ruolo notarile di fronte alle decisioni del governo, come denunciano anche Casini e il Pd.

In aula Fini non ha usato mezzi termini: «Un eventuale abuso della decretazione d´urgenza comporterà anche da parte della Camera il diritto dovere di far sentire la sua voce». Un altolà a Berlusconi che però ha confermato l´intenzione di governare a colpi di decreti legge «ogni volta che sarà necessario» e di voti di fiducia che sono «un atto di coraggio e responsabilità, perché se un governo non la ottiene, se ne va a casa».

La priorità

settembre 29, 2008

I mercati finanziari sono in piena crisi. In Italia aumenta la dissoccupazione, i consumi crollano, gli stipendi sono fermi da anni, è recessione esconomica ma la priorità del premier è:

LA GIUSTIZIA (SUA)

Berlusconi: «Processo politico a Mediaset. La Gandus è un nemico politico»
Per questo, dice il Cavaliere, «dobbiamo quindi ringraziare il Parlamento che, su proposta del ministro Alfano, ha approvato un provvedimento di legge comune ad altri Paesi europei che prevede il rinvio dei processi contro le quattro più alte cariche dello Stato sino alla fine del loro mandato, facendo salvi i termini della prescrizione». «Un provvedimento necessario in un sistema giudiziario come il nostro – sottolinea Berlusconi – in cui operano alcuni magistrati che invece di limitarsi ad applicare la legge, attribuiscono a se stessi e al loro ruolo un preteso compito etico».

Bullismo al governo

settembre 28, 2008

Veltroni siamo messi così male?

«Viviamo un tempo che ha in sé gravi rischi. Se non ci sarà una sufficiente controreazione, rischiamo di veder realizzarsi anche in Italia il modello Putin. È il rischio di tutto l’Occidente. Una democrazia sostanzialmente svuotata. Una struttura di organizzazione del potere che rischia di apparire autoritaria. Il dissenso visto come un fastidio di cui liberarsi, la divisione e l’autonomia dei poteri come un ostacolo da rimuovere ».

Dove vede i segni del «modello Putin»?

«Il governo tratta il Parlamento come fosse una perdita di tempo, una rottura di scatole, un impedimento. Ora, mi è evidente la lentezza dei lavori parlamentari; ma il rimedio è ridurre le Camere a una e i parlamentari alla metà, non impedire di discutere e migliorare leggi che sono discutibili e migliorabili. Il governo ha l’obiettivo di far male ai sindacati. Ora, io sono tra coloro che stimolano il sindacato ad assumere un atteggiamento riformista. Ma indebolire i sindacati è una scelta suicida, il cui risultato è la proliferazione delle rappresentanze autonome e corporative. Il governo addita negli immigrati un nemico; ma se espelli un uomo dalla società, si comporterà come un espulso, e avremo un Paese non più sicuro ma meno sicuro, in cui già ora accadono episodi gravissimi di intolleranza, di caccia allo straniero. L’assassinio di Abdul per un pacco di biscotti è un segno del tempo peggiore. C’è tutto: la povertà, l’esasperazione, il razzismo. E i genitori che dicono: “Pensavamo di essere italiani, abbiamo scoperto di essere neri”.  Ancora: il governo ha nel mirino le autorità indipendenti; ora toccherà a quella per l’energia e il gas; l’indipendenza dà fastidio. Il governo muove all’attacco della magistratura. Anche noi vogliamo la riforma, convocheremo gli Stati generali della giustizia per discuterla; ma ci preoccupano i diritti di sessanta milioni di cittadini, non i problemi di uno solo. E, per la scuola, l’idea di bocciare alle elementari e alle medie i ragazzi che hanno anche solo un’insufficienza significa favorire l’abbandono e l’elusione scolastica, specie tra i più poveri; qualcosa che farebbe accapponare la pelle a un uomo come don Milani». Leggi l’intervista integrale.

Da Il Corriere della Sera.

La pagella di Bush

settembre 26, 2008

“…Io riassumerei i suoi due mandati in quattro parole: ubris seguita da nemesi. Ricordate la musica di sottofondo di otto anni fa? La più grande potenza mai esistita al mondo. Roma sotto anabolizzanti. Un sistema internazionale definito unipolare e Washington che abbraccia spudoratamente l´unilateralismo. Gli Stati Uniti come un “Prometeo libero dalle catene”, per usare le parole del commentatore neocon Charles Krauthammer. Le banche di investimento di Wall Street che dominano il globo finanziario come i generali del Pentagono dominarono il globo militare e i professori di Harvard quello del soft power. Padroni dell´universo. Incarnazione di quella fase ubristica: George Walker Bush. E ora la nemesi. L´ironia degli anni di Bush sta nel fatto che un uomo che assunse l´incarico con l´impegno sia di esaltare che di rafforzare il potere nazionale sovrano, senza pastoie, ha presieduto all´indebolirsi di quel potere in tutte e tre le sue dimensioni: militare, economica e capacità di attrazione. “Non sono convinto della vittoria in Afghanistan”, ha dichiarato questo mese di fronte ad un comitato del congresso l´ammiraglio Mike Mullen, capo di stato maggiore della difesa. Molti sul campo sostengono che è dir poco.
L´enorme, colpevole follia dell´Iraq, la guerra per scelta di Bush, lascia gli Stati Uniti ? e con loro il resto dell´Occidente ? sul punto di perdere la guerra per necessità. In Afghanistan e Pakistan risorgono i nemici jihadisti che attaccarono gli Stati Uniti l´11 settembre 2001. Abusando del potere militare americano Bush lo ha indebolito.
Sotto il profilo economico la presidenza Bush termina con un disastro finanziario di proporzioni mai viste da settant´anni a questa parte. I fieri sostenitori della deregolamentazione (dei quali ha fatto a lungo parte John McCain) oggi sovrintendono ad una parziale nazionalizzazione dell´economia americana che farebbe arrossire anche un socialista francese. Un salvataggio da parte del governo che ammonterà in totale a una cifra a dodici zeri, più il costo cumulativo della guerra in Iraq, porterà il debito pubblico a più di 11.000 miliardi di dollari. Le ammiraglie di Wall Street o falliscono o devono essere salvate con l´aiuto del governo o del capitale straniero. Gli americani qualunque si sentono in gran parte più poveri e meno sicuri.
Il declino nell´ambito del soft power, il potere di attrazione, è a sua volta drammatico. Il Rapporto Pew sull´atteggiamento globale verso gli Usa ha registrato una caduta a picco in tutto il mondo delle  opinioni favorevoli agli Stati Uniti dopo il 2001….” Da La pagella di Bush di TIMOTHY GARTON ASH.

PRIMA TE NE VAI MEGLIO E’ PER TUTTI!

Il lodo Consolo

settembre 25, 2008

Un lodo Alfano per il premier Silvio Berlusconi. Per bloccare i suoi processi Mills e Medusa. Adesso serve un lodo Consolo per il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, di cui Consolo è pure avvocato. Aennino il ministro, aennino il proponente. Tutto in famiglia. Com´è stato per il lodo Alfano. Uno scudo protettivo per fermare i processi alle alte cariche dello Stato fresco di pochi mesi. Un disegno di legge, pensato e scritto dal deputato Giuseppe Consolo nelle prossime “priorità” della commissione Giustizia della Camera. Una nuova porta aperta verso il definitivo ripristino dell´immunità parlamentare in stile 1948 per tutelare e mettere al riparo chi è già nei guai con la giustizia. In comune con il lodo Alfano la solita norma transitoria, quella che disciplina l´utilizzo di una legge, e che, anche in questo caso come per tutte le leggi ad personam, stabilisce che il lodo Consolo «si applica anche ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge».
Giustizia di casa nostra per tutto il governo Berlusconi. Stavolta per i suoi ministri. Per Matteoli in particolare, visto che a Livorno c´è un suo processo per favoreggiamento.

NON C’E’ LIMITE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 

E’ finita un’epoca

settembre 18, 2008

E’ finita un’epoca con un drammatico insuccesso.
L’insuccesso del capitalismo americano degli ultimi decenni. La nazionalizzazione della più grande compagnia assicurativa mondiale, l´American International Group rilevato dalla banca centrale Usa non ha precedenti in un secolo di vita della Federal Reserve. A malincuore l´autorità monetaria ha dovuto allargare a dismisura il proprio campo d´intervento sobbarcandosi il controllo diretto di un gigante assicurativo
L´America diventa la patria di un nuovo capitalismo pubblico. Fine del liberismo sfrenato e della venerazione dello “Stato minimo”. Fine delle politiche economiche di tutta la destra americana.
Adesso il rischio e che la banca centrale americana debba comprarsi tutte o quasi le grosse realtà finanziare del paese con i soldi dei contribuenti che dovranno pagare tale situazione per decenni. Altro che stato minimo e senza regole uguale a meno tasse.

Ci penso IO!

settembre 17, 2008

Dice Silvio Berlusconi: «Il sistema delle liste bloccate permette di avere professionisti che possono autorevolmente rappresentare il Paese all’interno delle commissioni del Parlamento europeo”. Le liste bloccate, secondo il premier, “selezionano chi rappresenta autorevolmente gli interessi europei ma soprattutto italiani”. Ovviamente secondo LUI.
L’elettore non sa scegliere, è un poco cretino, quindi CI PENSIAMO NOI!

Per non parlare dello sbarrameto al 5%.

GRAZIE SILVIO!

Europee in arrivo la riforma

settembre 7, 2008

Tra breve si aprirà la campagna elettorale per le europee. E’ annunciata una riforma elettorale per questo appuntamento su cui il PD dovrebbe aprire una seria riflessione.

Sono molto d’accordo con quanto scrive oggi su La Repubblica Ilvo Diamanti:

“…La questione si ripropone, oggi, in relazione al sistema elettorale che si sta progettando in vista delle prossime elezioni europee. Prevede, com´è noto, una soglia di sbarramento (3-4 per cento), per ridurre la frammentazione. Inoltre, un numero più ampio di circoscrizioni. Infine: l´abolizione delle preferenze. Su cui non c´è accordo. Ma che, indubbiamente, non dispiace – anzi, piace – ai partiti, in generale. Anche ai maggiori: Pdl e lo stesso Pd. In quanto permette loro di regolare e distribuire, con precisione algebrica e senza rischi, i posti tra le componenti (sotto)partitiche. An e Fi, da un lato. Ds e Margherita, dall´altro. Che ancora resistono e agiscono. Accanto ad altre correnti.
Vorremmo ribadire che non siamo tifosi delle preferenze. Abbiamo memoria di quando costituivano un metodo di scambio clientelare. Però insospettisce la paura che suscitano nei partiti, oggi che non hanno più basi di massa e sono ridotti a ristrette cerchie di vertice. Il contrasto tra l´enfasi sulla personalizzazione e la crescente spersonalizzazione del voto riassume quanto sia fittizia, oggi, l´opposizione fra partiti e presidenti. Visto che i presidenti identificano partiti “chiusi”, la cui classe dirigente si riproduce in modo endogamico. Al proprio interno. Senza competizione; ma, semmai, per cooptazione, dall´alto.
Questo modello, peraltro, è coerente con la biografia del centrodestra. Inventata, scritta e interpretata da un Sovrano: Silvio Berlusconi. (Se ne è discusso molto nel recente convegno della Società italiana di scienza politica, all´Università di Pavia). Ma il centrosinistra e, soprattutto, il Partito Democratico – per storia, cultura e sociologia – non hanno prospettive senza coltivare il rapporto con il territorio e con la società. Senza rivalutare le primarie come metodo “vero” di consultazione e di selezione della classe dirigente. Senza dare agli elettori la possibilità di esprimere – in nessun modo – le loro preferenze personali. Senza vincolare gli eletti a un rapporto responsabile con gli elettori. Meglio che il Pd ci pensi, in vista delle prossime elezioni europee….”.

PENSIAMOCI BENE!!!!!!!

Il piano Fenice? Ci costa cento euro a testa

settembre 6, 2008

Nei prossimi sette anni la realizzazione del piano messo a punto da Banca Intesa per Alitalia rischia di costare allo Stato tra i 2,8 e i 4,4 miliardi in più rispetto allo schema a suo tempo prospettato da Air France-Klm… A fare i conti è Ugo Arrigo, professore di Finanza pubblica all’Università di Milano Bicocca.

Come si arriva a quelle cifre? Quanto costa davvero il piano targato Corrado Passera?
“Il punto di partenza è il mancato introito legato all’operazione con Air France. Il gruppo guidato da Jean-Cyril Spinetta, oltre a farsi carico di passività e di nuovi investimenti per più di 3 miliardi, avrebbe pagato 135 milioni. Il Tesoro, azionista al 49 per cento, ne avrebbe dunque incassati 66 e spiccioli. Poi bisogna mettere nel conto le perdite accumulate dalla compagnia aerea da aprile, quando sarebbe stato possibile cederla ai francesi, almeno fino a settembre. Di sicuro è stato bruciato l’intero prestito-ponte di 300 milioni. Più una cifra compresa tra i 100 e i 300 milioni, che per il solito 49 per cento è di competenza del ministero di Giulio Tremonti. Si passa quindi al capitolo creditori e obbligazionisti”.

Cioè?
“L’Alitalia ha debiti per 1,2 miliardi, che è più realistico stimare in 1,5. Per tutto quello che cederà alla nuova società, aerei, slot e quant’altro, il commissario incasserà circa trecento milioni. Poi Augusto Fantozzi cercherà di vendere la parte della flotta non rilevata da Roberto Colaninno & C.: un centinaio di aerei piuttosto vecchi. Ma piazzare una simile quantità di velivoli, che per giunta consumano troppo in un’epoca di caro-barile, non è una cosa facile, e dovrà tenere i prezzi molto bassi. Alla fine, dunque, il Tesoro dovrà mettere mano al portafoglio per una cifra tra i 450 e i 650 milioni di euro. Altri 150 milioni, che potrebbero salire a 250, se ne andranno poi per indennizzare, così come previsto dal decreto che ha modificato la legge Marzano, i piccoli azionisti rimasti incagliati nel disastro Alitalia”.

C’è anche il capitolo degli ammortizzatori sociali. Si parla di 5-7 mila esuberi, su un totale di 18 mila dipendenti Alitalia…
“Mi sembra un calcolo per difetto. Vorrebbe dire che la nuova società manterrebbe una quota compresa tra il 61 e il 72 per cento dell’organico della ex compagnia di bandiera, dalla quale rileverebbe però solo il 40 per cento della flotta, che andrà sommata a quella di Air One, affidata agli ex dipendenti di Carlo Toto. Ritengo più probabile che, alla fine dell’intera operazione, il conto degli esuberi arrivi a quota 9 mila. Comunque, considerando che ognuno di loro costa 30 mila euro l’anno per un periodo garantito di sette anni, se si prende una forchetta tra i 5 e i 9 mila bisogna mettere nel conto tra i 1.050 e i 1.900 milioni. E non è ancora finita”.

Che cos’altro c’è?
“Il piano di Passera dice quanti aerei dovrà schierare la nuova compagnia. Ciò consente di calcolare la riduzione di attività rispetto alla vecchia Alitalia. Un dimagrimento che comporta per lo Stato un calo di introiti contributivi e tributari: diciamo che, sempre nell’arco dei sette anni, verranno a mancare tra i 2,1 e i 3,5 miliardi”.

Tirando le somme?
“Tra maggiori spese e mancati introiti, l’operazione che vede protagonisti Colaninno e soci costerà allo Stato tra i 4,1 e i 6,8 miliardi di euro nei prossimi sette anni”.

Quindi circa cento euro a italiano, compresi i neonati… E invece il piano Air France quanto costava?
“Il piano Spinetta oscillava tra 1,3 e 2,4 miliardi sempre nei sette anni. La differenza è dunque compresa in una forchetta che va da 2,8 a 4,4 miliardi di euro. Di Stefano Livadiotti, da http://espresso.repubblica.it