CHI SONO

Mi chiamo Antonio Maria Ricci.

Sono pediatra alla Fondazione Policlinico San Matteo di Pavia.

Mi occupo attivamente di politica dalla nascità del PD. Sono stato eletto durante le primarie all’assemblea costituente del Partito Democratico della Lombardia e faccio parte della comissione Stuto.

Sono stato eletto segretario cittadino del Partito democratico di Pavia.

Abbiamo bisogno di una visione del mondo progressista in chiara antitesi con quella della desta.

Abbiamo bisogno di tante metafore progressiste che blocchino la deriva centrista che anche a sinistra sta prendeno piede.

Contattami.

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6 Risposte to “CHI SONO”

  1. Antonino Leone Says:

    Ciao Antonio,
    piacere di conoscerti ……………. avremo occasione di conoscerci.

  2. pdemocratico Says:

    Ciao Antonino
    piacere mio …….
    ne sarei felice.
    Antonio

  3. Pasquale Says:

    ma cosa vuoi costruire con veltroni e dalema!!! Il PD ha già fallito!

  4. pdemocratico Says:

    Eheheh ti piacerebbe….vedremo caro mio!

  5. Alessandro Says:

    Ciao Antoni,
    sono Alessandro… Insieme ad un gruppo di Giovani abbiamo costituito, attraverso le Primarie, un Circolo dei Giovani Democratici… Nessuno di noi faceva parte di Sg o GdM…. Stiamo mettendo su una serie di iniziative… Tra queste, un corso “di formazione politica e culturale”… Ci piacerebbe avere ad Atessa (il nostro paese) una serie di persone che vegano a parlare di alcuni argomenti… il tema di quest’anno dovrebbe essere “Il secolo Breve”… Che ne dici di venire a fare questa gita in Abruzzo?…
    Rispondi sulla mia mail… alessandro_natale@hotmail.com
    Un saluto

  6. giuseppebettoni Says:

    Vorrei proporre una cosa: perché nella politica italiana (sia a sinistra che a destra) non si parla mai di “servizi pubblici” e “servizi d’interesse generale” (per osservare la definizione esatta della Commissione)? Se ne parla solo strumentalmente (indicando cioè elettricità, acqua, telefonia, poste, trasporti, ecc. insomma i servizi “industriali” pubblici). Ma non si discute mai quali siano i servizi pubblici. Se definiamo come tali quei servizi a cui ogni cittadino deve avere diritto, a un prezzo ragionevole e di una qualità omogenea a tutti gli altri cittadini ovunque si trovino, allora questa cosa va precisata. Per esempio l’acqua. Se diciamo che è un servizio pubblico e un cittadino la deve avere ovunque, della stessa qualità (o quasi) e a un prezzo per lui sopportabile e soprattutto non da provocare una discriminazione all’accesso, allora come mai se facciamo 100 il costo della media nazionale dell’acqua in toscana si paga oltre 120 e in Lombardia 47!!! (e non vi dico le differenze interne alle Regioni). Insomma diamo tutto per scontato e nel frattempo nel Paese le differenze non si scavano: sono già degli abissi che ci allontanano. E noi di cosa parliamo? Un partito Democratico che voglia in qualche modo annoverare tra i suoi anche il pensiero di Jean Jaures, può sopportare che a Bari ci possa essere un chirurgo odontoiatrico di fama mondiale e a 150 km rischi di morire per il cambio delle pile di un peacemaker???

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