Obama cambierà anche noi europei

Mi permetto di pubblicare la mia lettera uscita oggi:

Barack Hussein Obama si è insediato come 44º presidente degli Stati Uniti d’America. L’evento è definito epocale.
Penso che lo sia veramente. Non solo per il fatto che Obama è un uomo di colore e realizza in parte il sogno di Martin Luther King, riproponendo con forza in tutto il mondo, anche in Italia, il problema della discriminazioni delle minoranze e l’affermazione dei diritti civili delle persone. Non solo perché ha 47 anni, fatto che soprattutto in Italia desta un rassegnato stupore. Non solo perché ha saputo ridare, grazie alle sue capacità, al suo merito, fiducia nella partecipazione politica, soprattutto nei giovani, e riaccendere la speranza nelle capacità di ciascun individuo di costruire il proprio futuro sulla base di responsabilità ed impegno.
L’evento è epocale perché sigla la fine di un lungo periodo iniziato con la presidenza di Ronald Regan negli Usa e di Margaret Thatcher in Inghilterra che ha contagiato tutto il mondo.
Lunghi anni in cui si diceva che tutto ciò che era pubblico e statale (o regionale, provinciale, comunale) era dannoso e negativo. Il mercato doveva essere completamente libero, soprattutto da controlli statali e da regole che lo avrebbero indebolito. Si diceva: il mercato si autoregolamenterà.
Abbiamo visto come è andata a finire. Questa idea di fondo ha portato alla più grande crisi finanziaria ed economica dal 1929 ad oggi, crisi di cui siamo solo all’inizio. E’ stata fatta una politica basata sul taglio delle tasse ai ricchi e sull’aumento delle diseguaglianze sociali, anche in Italia. Adesso ci accorgiamo che la gente non ha più soldi per acquistare prodotti, i negozi sono vuoti o chiudono e le imprese, grandi e piccole, non possono produrre e devono licenziare. Qualcuno in Italia ci dice di non preoccuparci e di continuare a comprare ma per fortuna non è preso troppo sul serio.
E’ iniziata una politica estera basata sullo scontro unilaterale tradotta in guerre che hanno portato solo altra instabilità e rafforzato il nemico che si voleva combattere. E’ stato il periodo in cui si è soffiato sulla paura del diverso.
Barak Obama esprime benissimo la fine di questa epoca. La necessità di cambiare partendo dalle abitudini di tutti i giorni.
La necessità di puntare sulla qualità della vita e non sulla quantità. Sulla responsabilità e non sulle veline se vogliamo mantenerci al passo con gli altri paesi occidentali. Ammettendo le difficoltà e gli errori, perché tutti possono sbagliare e, come dice il neoeletto presidente degli Usa, intelligente è ammetterlo, non negarlo.
Chiusa l’epoca della paura, si apre quella della speranza e della fiducia la cui influenza contagerà tutto il mondo, esattamente come l’epoca precedente.
Antonio Maria Ricci segretario cittadino del Pd di Pavia
Da la Provincia Pavese 22.01.09

barack obama

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Una Risposta to “Obama cambierà anche noi europei”

  1. roberto Says:

    parole chiare,che condivido pienamente.

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