LA LEZIONE DI CARLO ROSSELLI: SOCIALISMO LIBERALE CONTRO IL LIBERISMO SELVAGGIO

La premessa da cui partiamo è che in un paese come l’Italia che appartiene a pieno diritto all’Europa, lo spazio della sinistra alternativa alla desta non può essere che quello del socialismo democratico e, va da sé, liberale. Però è già stato osservato, a mio parere giustamente, che nella frantumazione, per non parlare dello spappolamento, del nostro sistema politico, sembra che ci sia posto ormai soltanto per partiti sempre più piccoli, che in continua rissa fra di loro si fanno e si disfano da un giorno all’altro nella quasi totale indifferenza di coloro che dovrebbero esserne i destinatari. L’unico partito per il quale sembra non ci sia più posto è un partito socialista unitario e a vocazione maggioritaria, come c’è negli altri paesi dell’Europa di Maastricht. Quali siano le ragioni per cui in Italia un grande partito socialista non ha mai avuto diritto di cittadinanza in questi ultimi cinquant’anni, è stato un argomento sul quale si potrebbe raccogliere una intera biblioteca. Ma da questa ineccepibile constatazione non si può trarre che una sola conseguenza: se di un grande partito socialista che occupi tutto o quasi tutto lo spazio della sinistra non c’è mai stata traccia nel nostro paese, e i partiti socialisti sono sempre stati incredibilmente più di uno in concorrenza fra loro, l’impresa cui ci accingiamo non è facile, anzi, diciamolo pure con tutta franchezza e col dovuto senso di responsabilità, difficilissima. Il che non vuol dire che non debba esser tentata, specie nel momento in cui un socialismo troppo rigido e uno, all’estremo opposto, troppo flessibile, dovrebbero aver imparato una severa lezione dalla loro sconfitta.

L’omaggio a Carlo Rosselli è già di per se stesso la testimonianza che il socialismo illiberale, che per anni ha ristretto lo spazio del socialismo democratico in Italia, contro il quale Rosselli aveva lungamente combattuto, è stato ormai definitivamente abbandonato. Però occorre riflettere sul fatto che la situazione oggi è rispetto a quella di Rosselli completamente cambiata, per non dire rovesciata.

Il fronte contro il quale il socialismo democratico di oggi deve schierarsi non è più quello del socialismo pervertito da restituire ai suoi principi in nome della libertà, ma, in nome della giustizia sociale, quello del liberalismo trionfante. Se il socialismo liberale era nato per rivendicare i diritti di libertà contro un socialismo diventato dispotico, il socialismo liberale di oggi deve difendere i diritti sociali, come condizione necessaria per la migliore protezione dei diritti di libertà, contro il liberismo anarchico. Come si legge nell’Introduzione al Manifesto del Partito del socialismo europeo: “Diciamo si all’economia di mercato, ma no alla società di mercato.

Tu hai pubblicato in questi giorni un libro in cui hai revocato il dibattito ospitato dalla rivista da te diretta e lo hai intitolato “Le Cassandre di Modoperaio”. Permetti a uno dei partecipandi a quel dibattito, quale sono stato io, di continuare a fare la parte ingrata della Cassandra, una parte che del resto è sempre stata la mia vocazione.

Per dare nuova forma e nuovo contenuto a un grande partito socialista, oggi non basta ricostituire la sinistra. Occorre prendere atto che nel nostro paese sta attraversando una crisi gravissima lo stesso istituto del partito politico. Come è capitato spesso nella storia del nostro paese, è avvenuto in breve tempo il passaggio da un estremo all’altro, dalla cosiddetta partitocrazia a una situazione che con un neologismo si potrebbe chiamare “partitopenia”.

I partiti che si vengono formando oggi in Italia non hanno più nulla del partito nel senso originario della parola. Sono raggruppamenti personali e occasionali che stanno avendo un unico effetto, quello di far aumentare l’astensione elettorale, cioè il partito dell’antipartito. Il nuovo partito di sinistra deve affrontare dunque una duplice crisi, non solo quella del socialismo da ricostituire, ma anche quella della istituzione “partito”, la cui crisi inceppa addirittura il regolare funzionamento della nostra democrazia.

Però, un problema alla volta.
Coi più cordiali saluti a tutti e auguri di buon lavoro.
NORBERTO BOBBIO

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Una Risposta to “LA LEZIONE DI CARLO ROSSELLI: SOCIALISMO LIBERALE CONTRO IL LIBERISMO SELVAGGIO”

  1. Carlo Rosselli, il padre del socialismo liberale - Pagina 5 - Politica in Rete Forum Says:

    […] […]

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