Archive for giugno 2008

Bertolt Brecht, 1931

giugno 28, 2008

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari perchè rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zito, perchè mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perchè mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perchè non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”

Bertolt Brecht , 1931

Il luglio del cavaliere

giugno 27, 2008

BERLUSCONI scatena sempre l’inferno quando saltano fuori en plein air le sue performance ai bordi (o al di là) della legge. Una memoria acustica non più protetta dal segreto racconta la materia delle mirabilia di tycoon e delle fortune di premier. Sono parole che possono finalmente spiegare la natura della sua odierna, frenetica “ossessione giudiziaria”; la direzione dei passi di oggi, le iniziative di domani imposte come capo del governo a un Parlamento obbediente.

di GIUSEPPE D’AVANZO, da La Repubblica web

“Impronte ai bimbi rom e niente sanatoria per le badanti”

giugno 26, 2008

Anche i bambini che vivono nei campi nomadi verranno identificati con le impronte digitali. Per dare un nome e un cognome a tutti i rom che vivono in Italia, compresi i più piccoli. Tecnicamente sarà un «censimento» e non una «schedatura etnica». Lo dice lo stesso ministro dell´Interno Roberto Maroni, consapevole di affrontare un argomento molto scivoloso. L´esecutivo, per bocca di Maroni, mantiene sull´immigrazione una linea di rigore assoluto: nessuna sanatoria generalizzata, tantomeno per le badanti. Ma la posizione di altri colleghi di governo è di segno opposto. Non è un segreto l´esistenza di una bozza di emendamento al decreto sicurezza, (autori gli uffici dei ministeri delle Pari Opportunità e del Welfare) che prevede la regolarizzazione delle straniere irregolari che già lavorano assistendo anziani con più di 70 anni. «Indiscrezioni giornalistiche», taglia corto il ministro Maurizio Sacconi. Sia sulle impronte ai minori, sia sulle badanti la reazione dell´opposizione non è per nulla tenera. Altroché censimento: per Rosy Bindi, Pd, si tratta di una vera e propria «schedatura etnica». Paolo Ferrero, ex ministro della Solidarietà sociale, Prc, parla esplicitamente di «fascismo» e dice: «Mi metterò in fila anche io per farmi schedare». Marco Minniti, ministro ombra dell´Interno per il Pd, invita ad «obbligare i genitori nomadi a mandare a scuola i loro figli: si toglierebbero i minori dalle strade e si avrebbe un loro censimento».

Berlusconi: «I giudici sono un cancro», la Confesercenti fischia il premier

giugno 25, 2008

Il premier Silvio Berlusconi torna ad attaccare duramente i giudici, raccogliendo fischi e “buuuh” e solo qualche applauso dalla platea della Confesercenti. «I giudici e i pm ideologizzati – è stato l’affondo del presidente del Consiglio – sono una metastasi della nostra democrazia».

Inflazione programmata

giugno 23, 2008

Con l’inflazione programmata fissata dal governo all’1,7% gli stipendi perderanno circa 500 euro l’anno. Lo dice il segretario della Cgil Guglielmo Epifani alla Festa nazionale della Cisl a Levico Terme (Trento).

16 ergastoli per i boss della camorra

giugno 20, 2008

Roberto Saviano, perché era importante essere in quell´aula bunker?
«Perché questa sentenza può significare moltissimo. È solo una battaglia. È ancora l´inizio. Ma arriva in un momento in cui i casalesi avevano rialzato la testa, avevano firmato una strategia del terrore, lasciato a terra buoni e cattivi con la loro offensiva di sangue. Volevano il silenzio a tutti i costi. E invece ottengono un verdetto che infligge ergastoli su ergastoli, e impone a loro il silenzio: con l´isolamento diurno per due anni al padrino Schiavone, detto Sandokan, e ai suoi fedelissimi».
T-shirt nera d´ordinanza, giacca in tinta, gli anelli d´argento ai due indici. Roberto Saviano entra nell´aula bunker di Poggioreale coperto da ogni lato da sette carabinieri in borghese protetti da giubbotti antiproiettili. Gli sono accanto il procuratore antimafia Roberti, due ufficiali dell´Arma. È pallido, e per sdrammatizzare sussurra: “Sembra che qui sia io più blindato di Sandokan”. Un modo per sciogliere la tensione, mentre il presidente di Corte d´Assise comincia a leggere
Saviano, sull´onda di Gomorra, finito nel frattempo sia al cinema che al teatro, la sentenza Spartacus è diventata battaglia culturale.
«È questo l´altro aspetto che può far male al gotha imprenditoriale e criminale. Lo Stato dovrà superare altre battaglie, prima di poter dire che ha piegato la mafia dei casalesi. Ma questo resta un giorno da fissare. Una chiosa che si deve all´impegno e alla tenacia di alcuni. E al sacrificio di altri che non ci sono più».
A chi pensa?
«Ai caduti per mano dei mafiosi casalesi, quelle vittime che non hanno avuto sufficiente memoria. Ai magistrati e agli investigatori, poliziotti e carabinieri, che non si sono mai fermati, anche quando la lotta era impari, quando non c´erano pentiti e non esistevano varchi possibili per sfondare il clamoroso muro di omertà che circondava l´impero dei casalesi radicato sul profondo consenso. Penso anche ai cronisti che hanno lavorato nell´ombra negli ultimi dieci anni».
C´è il rischio che ora la soddisfazione possa stemperare la corsa contro il tempo necessaria al buon esito di altri processi, legati al potere economico dei casalesi?
«Questo rischio va scongiurato. Ma se la pressione mediatica resta forte e motivata, allora i casalesi e il potere criminale che essi rappresentano avranno più nemici, più occhi, più fronti aperti, più possibilità di soccombere».
Nel corso di un´udienza di questo processo, due mesi fa, fu letta quella lettera che conteneva le minacce rivolte a lei, al magistrato Raffaele Cantone, alla giornalista Rosaria Capacchione. C´è anche una sfida personale, nella sua presenza all´aula bunker?
«Il merito dell´attenzione esplosa sui casalesi, l´ho detto altre volte, non è di chi scrive, ma di chi decide che questo conto. Di chi legge e fa domande, interroga lo Stato, chiede risposte efficaci. È importante che adesso non si smetta. Sono in piedi altri tronconi del processo Spartacus, bisogna vedere quali tempi e quale sorte i versanti giudiziari che riguardano i manager delle grandi imprese, il livello delle connivenze politiche»
Dopo questo verdetto, acquista più senso la sua vita blindata?
Saviano tira le labbra in un sorriso amaro, mentre resta sotto l´assedio di 11 telecamere, decine di cronisti. «Questo non lo so. Non lo so ancora». La scorta lo porta di nuovo via di peso, lui ringrazia prima di andare. 

Da La repubblica

l’opposizione lascia aula Senato

giugno 18, 2008

I senatori dell’opposizione hanno lasciato l’Aula prima che si votasse l’emendamento “sospendi processi” presentato dai relatori al decreto sicurezza. Gli esponenti del centrosinistra stanno lasciando l’aula subito dopo l’intervento del capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro, che è stato di critica alla norma cosiddetta ‘salva-premier’.

NORMA SALVA PREMIER

giugno 16, 2008

Il Quirinale è preoccupato. Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino altrettanto. Berlusconi lo sa, ma va avanti lo stesso.L’obiettivo è bloccare la sentenza del processo Mills dov’è imputato di corruzione in atti giudiziari. La strategia prevede due tempi: subito (oggi) un emendamento al decreto sicurezza, l’unico contenitore disponibile che gli può garantire la rapidità necessaria, per bloccare tutti i processi che “non destino grave allarme sociale” per i reati commessi fino al 2001 (come il suo). A seguire un disegno di legge per riproporre, con legge ordinaria, il lodo Schifani, inchieste congelate per le più alte cariche dello Stato. Mancino boccia entrambi i progetti. Del secondo dice: “Ci vuole una legge costituzionale”. E delle priorità ai giudici per mandare avanti i dibattimenti per reati gravi e gravissimi: “Non sono mai stato di questo avviso perché scalfisce e attenua l’obbligatorietà dell’azione penale”.

Soldati

giugno 15, 2008

2500 militari affiancati a 250000 uomini delle forze dell’ordine.

A che cosa serve????

Risponde il sindacato di polizia: operazione di facciata.

«Ho obbedito ai vertici della clinica»

giugno 13, 2008

Gli ordini arrivavano dall’alto. Durante l’interrogatorio di garanzia, Renato Scarponi, uno dei medici arrestati con l’accusa di truffa al sistema sanitario nazionale nell’ambito dell’indagine sulla clinica Santa Rita, ha detto di aver obbedito, nei suoi comportamenti, a quanto gli imponevano i vertici della struttura sanitaria. In particolare, le responsabilità delle truffe sarebbero state, secondo Scarponi, dei direttori sanitari, Gianluca Merlano e Maurizio Sampietro, e del proprietario Francesco Paolo Pipitone.

Della serie: Lombardia il miglior sistema sanitario dell’Italia!!!