Archive for novembre 2007

Basta con le coorporazioni

novembre 29, 2007

Corporazioni medievali e non solo……

Basta con il medievo all’italiana!

Veltroni: Roma avrà più taxi quella protesta è inaccettabile!

«Terapia del dolore, qualcosa si muove»

novembre 28, 2007

Lettera dei senatori del Pd, Marino e Bodini: «Non soffrire sia davvero un diritto, impegnamoci tutti».

ROMA – E’ etico non fare nulla per alleviare il dolore dei malati quando esistono i mezzi e le risorse per farlo? La risposta è chiaramente no. Eppure, come è stato scritto su questo giornale, l’Italia vanta l’ultimo posto in Europa nell’utilizzo e nel consumo di farmaci oppiacei, necessari per la riduzione del dolore in pazienti gravemente ammalati, in particolare per alcune patologie croniche ed oncologiche.

A fronte di una situazione davvero inaccettabile qualche significativo passo avanti si sta facendo e infatti lo scorso 10 ottobre la Commissione sanità di Palazzo Madama ha approvato la legge detta «sulla semplificazione» (ddl 1249). Il provvedimento, tra le altre cose, si occupa proprio dei farmaci per la terapia del dolore, rendendo possibile la loro prescrizione da parte del medico attraverso il normale ricettario e quindi semplificandone l’utilizzo per molti pazienti che ne hanno bisogno.

E’ un provvedimento dovuto e atteso che adatta il nostro Paese ai progressi scientifici raggiunti nella terapia del dolore e che, andando incontro alle esigenze legittime di tanti malati, facilita il lavoro dei medici modificando le modalità per la compilazione della ricetta e uniformando la prescrizione dei farmaci per il dolore a quella di un normale medicinale non sottoposto alle norme sugli stupefacenti.

La legge sarà portata all’attenzione dell’Aula del Senato la prossima settimana per passare poi all’altro ramo del Parlamento. Auspichiamo che tutto il Senato la approvi come segno di civiltà e di doveroso rispetto verso tanti ammalati che soffrono e che non possono diventare vittime della disputa politica.

Questa legge è un primo passo; un intervento più organico in questa materia sarebbe utile per prendere in considerazione anche gli aspetti culturali legati all’utilizzo dei farmaci contro il dolore, la cui prescrizione incontra ancora molte resistenze da parte dei medici. Ma se, come ha scritto anche il professor Veronesi, il non soffrire è un diritto, dobbiamo tutti impegnarci affinché lo sia davvero, e per tutti, e non resti solo un’ambizione di pochi.

Sen. Ignazio Marino (PD)
Presidente Commissione Sanità del Senato
Sen. Paolo Bodini (PD)
Relatore della legge

Esecutivo Lombardo

novembre 28, 2007

Maurizio Martina

14 componenti dell’Esecutivo regionale Lombardo del Partito Democratico, 7 uomini e 7 donne.

L’esecutivo e’ composto da Alessandro Alfieri, 35 anni. Consigliere comunale a Varese; Anna Puccio, 43 anni, direttore generale strategie assessorato agricoltura e sviluppo economico Regione Campania; Daniele Bosone, 44 anni, senatore della Repubblica. Medico Neurologo; Gian Antonio Girelli, 45 anni. Consigliere provinciale a Brescia; Maria Rita Gismondo, 53 anni. Medico, e’ titolare della Cattedra di Microbiologia Clinica presso l’Universita’ degli Studi di Milano. Marco Granelli, 44 anni. Consigliere comunale a Milano. Maria Berrini, 51 anni, presidente di Ambiente Italia, istituto di ricerche specializzato nel campo della pianificazione e progettazione ambientale. Marilisa D’Amico, 42 anni, Professore Ordinario di Diritto costituzionale nella Facolta’ di Giurisprudenza dell’Universita’ Statale di Milano. E’ Presidente del Comitato Pari Opportunita’ dell’ateneo; Marta Battioni, 31 anni. Giornalista; Matteo Belloni, 28 anni. Laureato in Lettere, e’ specializzando in Culture moderne comparate all’Universita’ degli Studi di Bergamo; Matteo Mauri, 37 anni. Consigliere provinciale a Milano; Nicola Pasini, 42 anni. Professore associato di scienza politica all’Universita’ degli Studi di Milano; Ornella Bergadano, 49 anni. Illustratrice e Sara Valmaggi, 39 anni, Consigliere regionale.

PD e i valori

novembre 25, 2007

Partito Democratico

Uguale rispetto per tutti

La giornata contro la violenza sulle donne

novembre 24, 2007

Mai più

“La violenza degli uomini contro le donne comincia in famiglia e non ha confini”

Il simbolo

novembre 22, 2007

Partito Democratico

Ispira Libertà e Giustizia

Coordinatori provinciali provvisori

novembre 19, 2007

Sabato 24 novembre si terrà in tutte le Provincie d’Italia l’elezione del Coordinatore provinciale del Partito Democratico, in cui sono chiamati a esprimere il voto i Delegati eletti alle Primarie nazionali e regionali del 14 ottobre scorso (si veda in proposito l’Art. 5 del Dispositivo approvato dall’Assemblea Costituente nazionale).
Le modalità di svolgimento, complete dei dati su luogo e orario dei lavori, saranno comunicate dagli UTAP delle rispettive provincie.
Continuerà dunque il 24 novembre il lavoro di costruzione del nostro Partito, avviato con le elezioni Primarie.

IL DOPPIO PASSO PRODI VELTRONI

novembre 18, 2007

“Giovedì 15 novembre, alle ore 22.30 il quadro elettronico nell´aula del Senato ha registrato l´approvazione della legge finanziaria (senza voto di fiducia) con una maggioranza di quattro voti. Venerdì 16 novembre Walter Veltroni ha presieduto una riunione alla quale erano stati invitati i rappresentanti di tutti i partiti per discutere le riforme istituzionali e una nuova legge elettorale.
Gli invitati c´erano tutti. I rappresentanti di Forza Italia hanno opposto il solito «niet» all´apertura del dialogo. Fini, Casini e Maroni per la Lega, si sono dichiarati disponibili.
Prodi dal canto suo, nell´intervista rilasciata ieri a Ezio Mauro, ha sponsorizzato l´iniziativa di Veltroni ed ha lanciato un appello al paese e a tutte le forze politiche, nessuna esclusa, per collaborare alla fase delle grandi riforme che ora, dopo il varo della Finanziaria, è finalmente possibile aprire.
Chi dava il governo per morto dovrà ancora una volta ricredersi. Chi critica, impropriamente, il voto dei senatori a vita e lo sottrae dal risultato numerico, arriva tuttavia alla conclusione che la maggioranza, sia pure con un solo voto, è ancora lì mentre l´opposizione, subito dopo la sconfitta parlamentare, si è spaccata in due: da una parte Berlusconi e Storace, dall´altra – pronti al negoziato – An, Udc, Lega.
Questo è dunque lo stato dei fatti. Il negoziato sulle riforme andrà avanti speditamente con un´alta probabilità di successo. Ai nastri di partenza i pilastri sui quali si cercherà di costruire una buona legge elettorale sono condivisi da tutte le principali forze politiche: il principio della proporzionalità che evita le «ammucchiate» non omogenee tra forze politiche di diversa e spesso opposta identità culturale; il principio della governabilità; il rifiuto del premio di maggioranza; il principio d´un rafforzamento dei partiti di maggior dimensione numerica implicito sia nel modello tedesco sia in quello francese, in quello britannico e in quello spagnolo.
Maggiori poteri al primo ministro e poteri di controllo più penetranti al Parlamento. Senato federale.
Questa è la piattaforma condivisa. Ora bisognerà chiarire qualche punto controverso e passare dai principi alle norme, operazione non facile ma nient´affatto impossibile.
Se non vi saranno incidenti di percorso il lavoro potrebbe compiersi entro luglio o entro ottobre al più tardi.
Comunque in tempo per le elezioni europee del 2009, alle quali potrebbero essere abbinate quelle politiche.

Abbiamo già segnalato la stretta sequenza tra l´approvazione della Finanziaria e l´iniziativa di Veltroni di aprire il confronto su riforme e legge elettorale tra tutte le forze politiche. Questa iniziativa apre la stagione del nuovo partito e del suo segretario. Il fatto nuovo è questo: il Partito democratico ha dettato per la prima volta l´agenda politica dei prossimi mesi. Prima ancora di farsi le ossa l´iniziativa è ora nelle sue mani.
Intanto si sono insediati o stanno per esserlo alcuni suoi organi nell´ambito della Costituente: una segreteria provvisoria, una direzione provvisoria, la commissione per lo statuto, la commissione per il programma.
In particolare l´indicazione dei valori e delle strategie per tradurre quei valori in atti politici.
Il dibattito attorno a questi temi parte da una domanda: qual è il fondamento del nuovo partito? L´unione di due culture, quella socialista e quella cattolico-democratica?
Oppure qualche cosa di più e di più complesso? Elementi di liberalismo? Elementi di liberismo economico? È un partito che guarda a sinistra o che guarda piuttosto al centro?
Liberale di sinistra? Reincarnazione post-moderna del Partito d´azione?
Questo dibattito merita di esser seguito con attenzione. Mi permetto di dire la mia opinione di testimone interessato.

GeL

Io penso che il fondamento del Pd sia quello di avere come punti di riferimento le opportunità positive offerte dal processo di globalizzazione mondiale, i pericoli che esso comporta, i diritti che suscita e i doveri che si accompagnano ad ogni diritto, la necessità di garantire a tutti l´efficienza dei servizi pubblici indivisibili, a cominciare dalla scuola, e poi dalla sanità dall´assistenza dalla formazione dalla ricerca dalla giustizia rapida dall´inserimento dei giovani. Una pubblica amministrazione efficiente e snella. Ammortizzatori sociali adeguati.
Sicurezza. Meno Stato e più società. Mercato libero da monopoli e corporazioni. Manutenzione attenta della libera concorrenza”.
Sono parole? Tante, troppe volte ripetute e scarsamente e spesso raramente attuate. Ebbene, il nuovo partito dev´essere il cane da slitta e da guardia di quelle parole, del loro autentico significato, della loro duratura attuazione. Cane da slitta per portare avanti il carico e da guardia per custodirlo. Per concludere con un´immagine direi che dovrebbe essere un partito che viene da sinistra e guarda in avanti.
Ho letto pochi giorni fa sul “Corriere della Sera” un articolo di Pietro Ichino su una politica economica di sinistra liberale. Con le sue tesi concordo pienamente. Ho letto le tante pagine di Gustavo Zagrebelsky sulla democrazia e la laicità ed anche con lui concordo. E con Claudio Magris quando scrive di analoghe questioni e parla delle loro interazioni con la letteratura. Ho letto le riflessioni del professor Toniolo sulla politica economica necessaria nell´Italia e nell´Europa di oggi. Infine Ilvo Diamanti e le sue analisi sui giovani e la politica.
Ricordo ancora i convegni degli «amici del Mondo» che fornirono all´allora nascente centrosinistra la base culturale della sua politica. È un buon esempio da tener presente. Gli autori che qui ho citato a titolo di esemplificazione confermano l´esistenza di un deposito culturale ed etico-politico di prim´ordine con cui il nuovo partito dovrebbe attingere e che darebbe agli italiani maggior sicurezza e fiducia nel futuro.Eugenio Scalfari da La Repubblica

Ci sarà anche un inno….

novembre 17, 2007

Certo un poco più serio ma la satira è vita.

Class action

novembre 17, 2007

La difesa del cittadino è un interesse fondamentale da riconoscere fino in fondo.

Nasce la class action all´italiana. E per il professor Carlo Federico Grosso, ordinario di diritto penale all´Università di Torino, avvocato penalista impegnato come difensore di parte civile nei processi Parmalat a Parma e a Milano, dove rappresenta 32 mila risparmiatori, è un passo avanti per i consumatori. «La situazione attuale è tutta sbilanciata a favore delle imprese». Nasce uno strumento che semplifica i processi. «Con la class action, Parmalat sarebbe stata un´altra cosa».
In America ogni singolo cittadino può avviare l´azione collettiva. In Italia invece solo le 16 associazioni legittimate: non le sembra una class action depotenziata?
«No, sono due modelli diversi che rispondono entrambi all´esigenza di azionare in modo più agevole le azioni risarcitorie. Il sistema statunitense è più libero, quello italiano usa come filtro le associazioni riconosciute».
Le associazioni, quindi, potranno dichiarare infondate o ricattatorie le azioni ancor prima che al riguardo si sia pronunciato un giudice?
«Le associazioni avranno un rilevante potere di gestione e di scelta nelle azioni. Trattandosi di associazioni che operano nell´interesse dei cittadini e dei consumatori, ritengo che agiranno in modo assolutamente limpido, trasparente e nei reali interessi dei soggetti rappresentati. In un certo senso potrebbero essere anzi elemento di garanzia. Auspico comunque che si dia spazio ad una rappresentatività associativa sufficientemente ampia».
Le aziende dicono che ci sarà un´impennata dei contenziosi con costi altissimi.
«È naturale che le imprese si preoccupino. Tuttavia la tutela del cittadino e del consumatore è un interesse fondamentale che deve essere riconosciuto fino in fondo. L´introduzione della class action realizza un bilanciamento di interessi contrapposti, modificando una situazione che oggi è invece tutta sbilanciata a favore delle imprese».
Confindustria parla di incostituzionalità perché la norma legittima le associazioni ad agire per conto dei singoli senza averne il diritto. È d´accordo?
«Non ho approfondito il problema. D´istinto riterrei tuttavia che non vi sia ostacolo a riconoscere a soggetti intermediari il diritto di agire. Tanto, una volta che l´associazione dovesse ottenere un risultato sul terreno giudiziario, sarà poi ogni singolo interessato a decidere se utilizzare o meno personalmente questo risultato. In ogni caso, indipendentemente dall´esercizio della class action, il singolo rimane titolare del suo diritto individuale di azione. E allora dove sarebbe l´incostituzionalità?».
È corretto prevedere, come fa la legge, un tetto al compenso degli avvocati?
«Io penso che predeterminare un tetto alle remunerazioni dei professionisti sia in ogni caso una decisione saggia».
Cosa sarebbe cambiato se fosse stato possibile utilizzare la class action per il caso Parmalat?
«Sarebbe cambiato moltissimo. Pensi che per realizzare le costituzioni di parte civile nei processi penali, rappresentando 32 mila persone, il comitato delle vittime ha dovuto raccogliere ben 32 mila procure speciali. Con la class action, sia pure azionabile nella sola sede civile, è sufficiente adire per la classe. Il risultato ottenuto potrà poi operare nei confronti di ciascun interessato. Una semplificazione enorme».