Archive for ottobre 2007

Ecco il Partito Democratico

ottobre 27, 2007

Walter Veltroni

Il discorso di Walter Veltroni

“Siamo giunti fin qui, si è aperta una porta di speranza”. Sono parole che vengono dalla rivoluzione democratica inglese, e mi paiono particolarmente adatte a una giornata straordinaria come questa.

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ottobre 18, 2007

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La povertà piaga inaccettabile

ottobre 17, 2007

Napolitano

ROMA – “Non è tollerabile che si aggravi il divario fra paesi ricchi e paesi poveri e, all’interno dei singoli stati, si accrescano la diseguaglianze fra quanti sono in grado di cogliere i frutti dello sviluppo economico e coloro che ne rimangono invece drammaticamente esclusi”. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano interviene in occasione della giornata delle Nazioni unite contro la povertà con un messaggio inviato a Silvia Francescon, coordinatrice della campagna per il millennio delle Nazioni unite.

IL POPOLO DEL PD

ottobre 15, 2007

Code ai seggi

Al voto oltre tre milioni di elettori. Seggi aperti fino a smaltire le code.

Veltroni stravince con il 76% ma è la festa dei cittadini elettori.

Ma perchè Partito Democratico?

ottobre 13, 2007

Pericle

“Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: per questo è detto una democrazia.
Le leggi assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo i meriti dell’eccellenza.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo stato, non come un atto di privilegio, ma come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento….riconoscere la propria povertà non è una disgrazia presso di noi, ma riteniamo deplorevole non fare alcuno sforzo per evitarla…
Benché soltanto pochi siano in grado di dar vita a una politica, noi siamo tutti in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla strada dell’azione politica, ma come indispensabile premessa ad agire saggiamente.”
Discorso di Pericle alla cerimonia per i caduti, da Tucidide, secondo libro di La guerra del Peloponneso.

Referendum sul welfare, il sì oltre il 70%

ottobre 11, 2007

Vince il SI

Le grandi fabbriche del Nord – a partire dalle ex officine meccaniche di Mirafiori – bocciano l’accordo sul welfare. Ma la grande maggioranza dei lavoratori, chiamati alla consultazione sull’accordo del 23 luglio scorso, ha votato sì.

NO a maggioranze che si formano dopo il voto

ottobre 8, 2007

Quale parlamento?

A una settimana esatta dalle primarie del Partito democratico, Dario Franceschini, numero due del ticket che guiderà il nuovo partito del centrosinistra, spiega il senso di un no che ha messo lui e Veltroni in contrasto con Fassino, Rutelli e Letta. Ma soprattutto Franceschini vuole sottolineare un concetto politico: «Non mi pare che si possa seguire la linea: facciamo qualsiasi legge che possa mettere insieme una maggioranza in Parlamento, come se tutti i modelli andassero bene. Discutiamo anche del sistema tedesco, ma credo sia onesto sottolineare gli effetti di una sua importazione in Italia».
Che sarebbero?
«E´ un sistema elettorale che ha degli elementi positivi: sbarramento al cinque per cento e metà collegi uninominali, ma sostanzialmente è un sistema che ci porterebbe indietro a una stagione di “mani libere” nel senso che i partiti si presentano alle elezioni e le maggioranze si formano dopo, in Parlamento. Penso che gli italiani sia di destra che di sinistra si siano abituati e vogliano difendere un sistema elettorale che mette in condizione di scegliere il partito ma anche di sapere che coalizione si formerà attorno a quel partito e anche chi la guiderà, chi sarà il premier. Mi pare assurdo che dopo quindici anni di faticosa transizione, invece di concluderla ne cominciamo una nuova. Con questo ritorno al passato qualsiasi piccolo partito di centro con 40-50 deputati potrebbe diventare l´arbitro di tutte le alleanze, anche cambiandole nel corso della legislatura. Non mi pare una cosa positiva».
Ma nel nascente Pd non tutti sembrano accorgersi di questo pericolo.
«Siccome penso che il Partito democratico nasca per rendere più moderno, omogeneo ed efficace il bipolarismo, ma non nasca per smontarlo, penso che si debba lavorare per una legge elettorale che non ci faccia tornare indietro».
E il doppio turno alla francese? Lo avete abbandonato?
«Quella è sempre stata ed è tuttora la nostra posizione di riferimento, però è chiaro che per fare una legge elettorale ci vuole una maggioranza più larga di quella di governo, altrimenti saremmo in contraddizione con quello che dicevamo quando eravamo all´opposizione. Però attenzione, larga maggioranza non vuol dire unanimità».
E´ possibile una convergenza con il centrodestra?
«Ci si deve chiarire sulle cose che vogliamo. Per esempio i punti che ha messo in campo il centrodestra quando si sono visti a casa di Bossi a Gemonio e che ieri ha ripreso Maroni, sono punti su cui si può registrare una condivisione. Cioè proporzionale con indicazione della coalizione e del premier prima delle elezioni, sbarramento più alto per evitare la frammentazione. Chiamiamolo come vogliamo, ma è indispensabile che l´alleanza si dichiari prima delle elezioni. Poi è compito della politica e non delle norme costruire coalizioni omogenee e non con tutti quelli che ci stanno, contro un avversario».
Qual è il punto di partenza su cui si può trovare l´accordo?
«Il lavoro che si è sviluppato in Parlamento che è chiamato bozza Bianco riassume più o meno questi principi: proporzionale ma con uno sbarramento alto, basta con le liste bloccate e ritorno ai collegi uninominali. Più un meccanismo che porti all´indicazione della coalizione e del premier prima delle elezioni».  
da La Repubblica

Anna Politkovskaya

ottobre 7, 2007

Anna Politkovskaya

È trascorso un anno esatto dall’assassinio a Mosca di Anna Politkovskaya, la giornalista russa che con articoli e testimonianze di guerra aveva criticato con severità la politica del Cremlino in Cecenia.

Il crollo degli aborti meno 60% in 25 anni

ottobre 5, 2007

L´aborto cresce fra le donne straniere (triplicato il ricorso negli ultimi dieci anni) mentre diminuisce tra le italiane, meno 60 per cento rispetto al 1982. La stragrande maggioranza delle interruzioni volontarie (il 97,3%) è effettuata entro i primi 90 giorni di gestazione. Lo ha riferito ieri in parlamento il ministro della Salute Livia Turco, aggiungendo che la legge 194 funziona. Secondo il ministro «servirà potenziare l´educazione, l´informazione e la prevenzione. Sogno una società libera dall´aborto». 

da La Repubblica 

Ci sono differenze tra desta e sinistra? SI

ottobre 4, 2007

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George Bush, come promesso, ha messo il veto alla legge che estendeva la copertura sanitaria a 4 milioni di bambini americani che non hanno un´assicurazione medica. Il Programma Statale di Assicurazione Sanitaria per l´Infanzia, varato nel 1997 sotto la presidenza Clinton era nato per garantire l´assistenza sanitaria con fondi statali alle famiglie troppo povere per potersi pagare un´assicurazione privata. In questi anni ne hanno beneficiato oltre 6 milioni di bambini, che vivevano in famiglie di quattro persone con un reddito inferiore ai 40mila dollari l´anno.
Ma anche sopra questa soglia ci sono milioni di persone che non sono in grado di avere un´assicurazione privata, che costa almeno 10 mila dollari l´anno. Per questo i democratici, ma anche un certo numero di repubblicani, avevano deciso di estendere i benefici del programma a tutti i nuclei familiari sotto la soglia dei 60mila dollari (testo del Senato) o degli 83mila dollari (Camera). In questo modo si sarebbe arrivati a garantire la sanità a dieci milioni di bambini. I costi della legge sarebbero stati coperti con un aumento delle tasse sulle sigarette.
Ma il presidente non ne ha voluto sapere e ha rimandato alla Camera il suo testo con queste parole: «Io credo nella medicina privata, non in un sistema sanitario guidato dal governo federale». La ragione, oltre alle proteste delle aziende del tabacco e delle assicurazioni private, è ideologica, come Bush ha spiegato nel suo messaggio ai parlamentari: «La legge spingerebbe la sanità in questo Paese nella direzione sbagliata: questo programma era stato creato per aiutare i bambini delle famiglie che non potevano pagare un´assicurazione privata, ma ora la si trasformerebbe in un programma per famiglie con bambini che guadagnano fino a 83mila dollari. La copertura governativa finirebbe per sostituire la copertura privata per molti bambini».
Intorno a quella soglia di reddito molti sono già assicurati e in questo modo le assicurazioni private rischierebbero di perdere clienti: «Se la legge fosse in vigore – ha sottolineato Bush – un bambino su tre passerebbe dalla copertura privata a quella pubblica. Il nostro scopo dovrebbe essere di dare ai bambini che non hanno assicurazione una copertura privata, non spostare chi ha quella privata sul pubblico».
Negli Stati Uniti ci sono 47 milioni di persone senza assistenza sanitaria, se non le prestazioni garantite dai pronti soccorsi per le emergenze. Un´assicurazione privata costa infatti almeno 400 dollari a testa al mese, e un migliaio di dollari per una famiglia di 4 persone. Cifre che una quota importante della popolazione non è in grado di pagare, anche famiglie della classe media. L´assistenza dello Stato è garantita solo agli anziani con il programma Medicare, e ai poveri con il programma Medicaid. Con questa legge il diritto sarebbe stato esteso con il rischio, ben chiaro ai repubblicani, di imboccare una strada «sociale» senza ritorno. Non a caso negli ultimi giorni la destra del partito, a partire dal candidato alla Casa Bianca Fred Thompson, ha gridato alla minaccia socialista di fronte ai programmi di copertura sanitaria universale proposti dai candidati democratici.
Per il leader dei democratici al Senato Harry Reid «non è mai stato così chiaro come oggi quanto Bush sia lontano dalle priorità degli americani». E ha citato il sondaggio del Washington Post secondo cui il 72 per cento degli americani è a favore della legge. 

Desta: sanità per chi se la può pagare.