Archive for settembre 2007

Intervista a Maurizio Martina

settembre 29, 2007

Progetto Lombardia con Martina

Maurizio Martina, giovane candidato alla guida del Pd lombardo: «Ritengo indispensabile che il Pd cominci davvero a costruire nuovi strumenti di relazione con i cittadini; gli elettori delle primarie devono sapere che la mia candidatura è strettamente legata a questi principi».

Martina, cominciamo a elencarli questi principi?
«Partito nuovo, anche nelle sue forme: questa è la cosa per me essenziale. Ed è una novità cominciare a misurare l´efficienza e la trasparenza dei nostri amministratori pubblici, oltre che dei nostri dirigenti».
Come si fa?
«Il primo passo è l´adesione di tutti gli iscritti a un codice etico, a un patto da sottoscrivere con i cittadini. Ci si impegna tutti a rendere conto annualmente della propria attività politica e amministrativa, e anche dei propri comportamenti. Come succede già nelle più importanti aziende private e pubbliche».
State rubando a Berlusconi il copyright del partito-azienda?
«È l´esatto contrario: si potrà finalmente giudicare quello che si fa sul territorio. Tutti, nessuno escluso, dovranno rendere conto dell´attività che sono stati chiamati a svolgere»
Ma chi dà voti? Chi decide se il comportamento di un sindaco o di un dirigente del Pd è trasparente ed efficiente?
«L´idea è quella di insediare un comitato di garanzia, tre-quattro persone molto autorevoli scelte anche oltre i confini del Pd. Saranno loro a tutelare e garantire il rispetto del codice etico».
E chi li sceglie, questi garanti: il segretario regionale?
«Credo che queste personalità possano essere indicate dall´assemblea costituente che uscirà dalle primarie lombarde. Nel merito, voglio dire che io sono per inserire nello statuto regionale del partito il limite di mandato per le cariche istituzionali e politiche».
Chi non lo rispetta verrà sanzionato?
«È del tutto ovvio. Le sanzioni sono importanti, servono tra l´altro a prevenire e colpire fatti gravi che ledono il principio della trasparenza».
Anche al di là delle sentenze della magistratura?
«Certo. Questi strumenti hanno a che fare con la responsabilità associativa, sono pensati per rafforzare il legame tra gli associati e tra il partito e i cittadini».
E poi?
«Sul nostro sito internet pubblicheremo ogni anno l´elenco delle persone che nominiamo nei diversi enti, così tutti potranno vedere chi sono e chi rappresentano. Poi penso che vada previsto per statuto un nuovo strumento di progettazione politica, in modo più aperto».
E cioè?
«Il Labour in Gran Bretagna tiene annualmente un conferenza di organizzazione che scrive l´agenda politica e definisce gli obiettivi, i tempi e i modi per raggiungerli. Io preferisco chiamarlo Forum delle idee, ma la sostanza non cambia. Penso anche ai referendum tra gli iscritti su grandi questioni strategiche. Ad esempio si possono sottoporre al voto on line, le nostre proposte per il nuovo statuto della Regione, ma prima che si esprima il Consiglio. L´importante è stabilire il principio della consultazione permanente e stabile, internet mi sembra lo strumento più adatto, anche questo fa parte dell´innovazione politica».
Limiti di mandato, berlina per inefficienti e non trasparenti. È la sua risposta alla marea montante dell´antipolitica?
«Direi un modo concreto per innovare il rapporto tra politica e cittadini, che costituisce il tema forte, la vera scommessa del Pd. Soprattutto qui al Nord».
Lei è tra quelli che ritengono eccessivi i costi della politica?
«Io metto al primo posto il tema dell´efficienza della politica. Se il sistema politico fosse più efficiente, il problema dei costi non verrebbe vissuto in modo così dirompente. La gente vede solo i costi e non i risultati, per questo si arrabbia».
Lei ha 29 anni, le potrebbero cucire addosso i panni del Pierino…
«Nella politica c´è un deficit di etica e di responsabilità: va colmato. Con strumenti in grado di verificare l´attività di un partito che pretende giustamente di essere nuovo». 

Da La Repubblica 

Una dittatura insopportabile

settembre 28, 2007

La protesta birmana

Birmania, nuova giornata di protesta: “Molto più alto il numero delle vittime”.

Progetto Lombardia con Martina

settembre 24, 2007

Progetto Lombardia con Martina

In Lombardia i sostenitori di Walter Veltroni e di Enrico Letta si uniscono per sostenere Maurizio Martina alle primarie del 14 ottobre 2007 nella lista:

PROGETTO LOMBARDIA CON MARTINA

Napolitano: “Meno tv per i politici”

settembre 23, 2007

Mastella star

Il richiamo stavolta è duro. E chiarissimo. Vola sulla testa dei giornalisti (da alcuni giorni bersaglio fisso delle sue attenzioni critiche) e si posa direttamente sui banchi della classe politica. Alla quale il capo dello Stato rimprovera la «smania di comparire in televisione», di far «passerella». Una smania purtroppo che «finisce per prevalere sui contenuti». Troppo apparire e troppo poco essere.

Le cinque cose da fare subito

settembre 20, 2007

Mario Pirani

1) Un governo snello ed efficiente, di 15 ministri, di cui 7 o 8 donne e 45 sottosegretari, non di più;

2) Un taglio drastico dei privilegi e degli stipendi del pletorico ceto che vive sulla politica: più di mille parlamentari, diecine di migliaia di consiglieri regionali, comunali, provinciali, delle comunità montane e quant´altro;

3) Un disboscamento delle migliaia e migliaia di società a partecipazione pubblica, degli assessorati inutili, delle sovvenzioni clientelari;

4) La fine della lottizzazione delle cariche negli enti pubblici, nelle Asl, nei ministeri;

5) L´estromissione dei partiti dalla Rai.

Mario Pirani, un anziano giovane.

PD: laico!

settembre 19, 2007

Penso che non possiamo ignorare alcuni temi cruciali per il timore che dal confronto emergano le diversità. Nei mesi scorsi abbiamo conosciuto e condiviso le drammatiche vicende di Piergiorgio Welby e Giovanni Nuvoli che, coraggiosamente, hanno reso pubblica la loro sofferenza sollevando il velo sulla difficile questione dell´assistenza ai malati terminali e l´autodeterminazione nella scelta delle terapie. sereno verso il momento più importante della vita.  Come affrontare la questione dell´autodeterminazione dell´individuo nella scelta delle terapie e dei supporti tecnologici a cui si vuole o non si vuole essere sottoposti? Il Partito Democratico si impegnerà a difendere la libertà di scelta delle cure come un diritto inalienabile di ogni paziente? Un diritto del quale io sono profondamente convinto, ma la risposta non è scontata basti ricordare che Rosy Bindi, donna coraggiosa e di grande esperienza politica in campo sanitario, ha affermato proprio dalle pagine di questo giornale che non si possono sospendere le terapie ad un paziente che le ritiene sproporzionate e per le quali intende ritirare il proprio consenso in piena coscienza e lucidità, insomma che le richieste di Piergiorgio Welby non andavano accettate. Le posizioni di Rosy Bindi, assolutamente legittime, sono dunque note. Ma come pensa di affrontare questi temi Walter Veltroni?
Immaginiamo anche un´altra situazione: due persone che convivono da trent´anni, si amano, hanno condiviso momenti felici e difficoltà. Uno dei due viene ricoverato per un infarto e si trova tra la vita e la morte; l´altro resta al di là del muro della rianimazione perché non ha un certificato di matrimonio e quindi, secondo la legge, non può partecipare alle decisioni terapeutiche e non potrebbe nemmeno entrare nel reparto per accarezzare la fronte dell´affetto che rappresenta tutto il suo mondo. E´ accettabile lasciare in sospeso questi problemi, che riguardano almeno un milione di italiani che hanno scelto di vivere insieme senza sposarsi? Io non credo che la famiglia tradizionale, che costituisce il nucleo della società, fortemente radicata nella storia e nella cultura laica e religiosa dell´umanità, si difenda limitando la libertà altrui o proibendo forme alternative di convivenza.
Un partito nuovo, che tra i suoi obiettivi ha anche quello di coltivare un continuum tra la politica e la società civile, come si comporterà di fronte a temi che possono creare divisioni?
Un partito forse non ha il compito di formare le coscienze, ognuno è libero di seguire il proprio credo ed i propri principi; ma un partito deve tracciare linee di indirizzo, e chi vi aderisce non dovrebbe sentirsi vincolato? Su questo serve chiarezza.

Riflessioni di Ignazio Marino

La politica è lo specchio della società civile?

settembre 18, 2007

Corporazioni medievali e non solo……

“Non trovo che la società sia meglio” dei politici arraffoni e cialtroni, cambiacasacca e avidi, pavidi, mangia pane a ufo, mediocri. Bene, sostiene Prodi: la politica è quella che è ma “io mi giro intorno e vedo concorsi truccati, figli che fanno lo stesso mestiere dei genitori“, non c´è bisogno di aver letto i giornali nelle ultime settimane per capire di che parla. Medici figli di medici e avvocati e notai e presentatori tv e giornalisti, certo, cantanti figli di cantanti e via con le corporazioni che si blindano e si proteggono truccando le carte come i bari alla bisca.

Altro che valium, bravo Prodi.

Tutto questo per……..

settembre 18, 2007

Formare nuovi partiti certificati dal bollino “Vday”.

La Satira scende in politica.

Ambiente, Lavoro, Innovazione, Sinistra

settembre 15, 2007

ambiente, lavoro, innovazione, sinistra

La lista delle diverse sensibilità:

DS, Margherita, mondo del lavoro (CGIL, UIL), ambientalisti, associazionismo (APD, imille)

Maurizio Martina: parte la sfida

settembre 13, 2007

Maurizio Martina, lei ha l´aria di un calciatore in trasferta: fare del Pd un partito «maggioritario» in Lombardia è come vestire la maglia della sua Atalanta e giocare a San Siro…
«Proprio per questo la sfida mi entusiasma. Non possiamo più permetterci di essere identificati come i rappresentanti della politica delle marche da bollo e delle attese agli sportelli. O quelli che ostacolano la libera iniziativa individuale».
Questo è stato il centrosinistra?
«Questa è la percezione che ha di noi la maggioranza dei lombardi. Il mio obiettivo è rimetterci in sintonia con i cittadini».
È un modo meno crudo per dire che avete sbagliato tutto?
«Facciamo un partito nuovo perché siamo coscienti dei nostri limiti. Non è semplice, però è indispensabile».
Le sue parole d´ordine nella campagna per le primarie?
«Libertà e uguaglianza, che non sono nemiche. Sostegno ai meriti e alla voglia di fare, basta con i privilegi. Flessibilità dei lavori, ma non precarietà. Patto fiscale fondato sull´equità. Infrastrutture, federalismo e riforma della politica».
A proposito, è d´accordo con quello che propone Grillo?
«Non avrei difficoltà a firmare la sua proposta di legge popolare, ma prima che venga depositata spero che il Parlamento vari una nuova legge elettorale capace in grado di mettere a posto le cose».
Insomma non firma: risposta veltroniana.
«Ma io il referendum elettorale l´ho firmato. Comunque Walter è l´unico che può trasformare l´antipolitica in politica».
Adesso è ufficiale: in questa corsa alla segreteria lombarda del Pd lei ha un avversario.
«Non è da oggi che lo sostengo: un confronto tra più candidati è più utile. Sarà possibile discutere di più e meglio. È una ricchezza».
Dica la verità: lei si sente già la vittoria in tasca?
«Mi hanno insegnato che i conti si fanno alla fine. Nessuna arroganza da parte mia, il confronto sarà vero. Lo dico con grande umiltà».
Si parla di ticket: Martina e un popolare della Margherita, come Veltroni e Franceschini. Andrà così?
«Ne parleremo dopo il 14 ottobre, sempre che sia io a prevalere. Una cosa è certa: se vinco avrò al mio fianco un gruppo dirigente plurale, capace di raccogliere tutte le potenzialità e le diverse culture del Pd».
Nella sua squadra ci saranno anche i lettiani, che alle primarie voteranno per lei?
«Si parte dalla lista Veltroni-Franceschini, per arrivare a chi ha deciso di sostenere la mia candidatura pur facendo parte di altre liste. Ci dovrà essere condivisione di responsabilità».
Anche con Sarfatti?
«In Lombardia la sfida è più difficile: occorre il contributo di tutti».
E le polemiche tra veltroniani? Il duello Pollastrini-Penati?
«Di qui alle primarie occorre smorzare i toni e le autoreferenzialità. Per proiettare il dibattito tutto all´esterno».
È il 15 ottobre: lei ha vinto le primarie, qual è la prima cosa che fa?
«Sono due: ringrazio chi mi ha sostenuto e invito a cena Sarfatti».

da La Repubblica