
George Bush, come promesso, ha messo il veto alla legge che estendeva la copertura sanitaria a 4 milioni di bambini americani che non hanno un´assicurazione medica. Il Programma Statale di Assicurazione Sanitaria per l´Infanzia, varato nel 1997 sotto la presidenza Clinton era nato per garantire l´assistenza sanitaria con fondi statali alle famiglie troppo povere per potersi pagare un´assicurazione privata. In questi anni ne hanno beneficiato oltre 6 milioni di bambini, che vivevano in famiglie di quattro persone con un reddito inferiore ai 40mila dollari l´anno.
Ma anche sopra questa soglia ci sono milioni di persone che non sono in grado di avere un´assicurazione privata, che costa almeno 10 mila dollari l´anno. Per questo i democratici, ma anche un certo numero di repubblicani, avevano deciso di estendere i benefici del programma a tutti i nuclei familiari sotto la soglia dei 60mila dollari (testo del Senato) o degli 83mila dollari (Camera). In questo modo si sarebbe arrivati a garantire la sanità a dieci milioni di bambini. I costi della legge sarebbero stati coperti con un aumento delle tasse sulle sigarette.
Ma il presidente non ne ha voluto sapere e ha rimandato alla Camera il suo testo con queste parole: «Io credo nella medicina privata, non in un sistema sanitario guidato dal governo federale». La ragione, oltre alle proteste delle aziende del tabacco e delle assicurazioni private, è ideologica, come Bush ha spiegato nel suo messaggio ai parlamentari: «La legge spingerebbe la sanità in questo Paese nella direzione sbagliata: questo programma era stato creato per aiutare i bambini delle famiglie che non potevano pagare un´assicurazione privata, ma ora la si trasformerebbe in un programma per famiglie con bambini che guadagnano fino a 83mila dollari. La copertura governativa finirebbe per sostituire la copertura privata per molti bambini».
Intorno a quella soglia di reddito molti sono già assicurati e in questo modo le assicurazioni private rischierebbero di perdere clienti: «Se la legge fosse in vigore - ha sottolineato Bush - un bambino su tre passerebbe dalla copertura privata a quella pubblica. Il nostro scopo dovrebbe essere di dare ai bambini che non hanno assicurazione una copertura privata, non spostare chi ha quella privata sul pubblico».
Negli Stati Uniti ci sono 47 milioni di persone senza assistenza sanitaria, se non le prestazioni garantite dai pronti soccorsi per le emergenze. Un´assicurazione privata costa infatti almeno 400 dollari a testa al mese, e un migliaio di dollari per una famiglia di 4 persone. Cifre che una quota importante della popolazione non è in grado di pagare, anche famiglie della classe media. L´assistenza dello Stato è garantita solo agli anziani con il programma Medicare, e ai poveri con il programma Medicaid. Con questa legge il diritto sarebbe stato esteso con il rischio, ben chiaro ai repubblicani, di imboccare una strada «sociale» senza ritorno. Non a caso negli ultimi giorni la destra del partito, a partire dal candidato alla Casa Bianca Fred Thompson, ha gridato alla minaccia socialista di fronte ai programmi di copertura sanitaria universale proposti dai candidati democratici.
Per il leader dei democratici al Senato Harry Reid «non è mai stato così chiaro come oggi quanto Bush sia lontano dalle priorità degli americani». E ha citato il sondaggio del Washington Post secondo cui il 72 per cento degli americani è a favore della legge.
Desta: sanità per chi se la può pagare.