Archivio per la categoria ‘Diritti civili’

Lodo e processi rinviati strappo all’uguaglianza

Luglio 4, 2008

Liberata Ingrid Betancourt

Luglio 2, 2008

Con un blitz militare inaspettato e scaltro le forze armate colombiane hanno liberato Ingrid Betancourt. La notizia rimbalza nel mondo alle 21 e 10 ora italiana, circa le quattordici a Bogotà ed è giusto dire che emoziona il mondo intero.

“Impronte ai bimbi rom e niente sanatoria per le badanti”

Giugno 26, 2008

Anche i bambini che vivono nei campi nomadi verranno identificati con le impronte digitali. Per dare un nome e un cognome a tutti i rom che vivono in Italia, compresi i più piccoli. Tecnicamente sarà un «censimento» e non una «schedatura etnica». Lo dice lo stesso ministro dell´Interno Roberto Maroni, consapevole di affrontare un argomento molto scivoloso. L´esecutivo, per bocca di Maroni, mantiene sull´immigrazione una linea di rigore assoluto: nessuna sanatoria generalizzata, tantomeno per le badanti. Ma la posizione di altri colleghi di governo è di segno opposto. Non è un segreto l´esistenza di una bozza di emendamento al decreto sicurezza, (autori gli uffici dei ministeri delle Pari Opportunità e del Welfare) che prevede la regolarizzazione delle straniere irregolari che già lavorano assistendo anziani con più di 70 anni. «Indiscrezioni giornalistiche», taglia corto il ministro Maurizio Sacconi. Sia sulle impronte ai minori, sia sulle badanti la reazione dell´opposizione non è per nulla tenera. Altroché censimento: per Rosy Bindi, Pd, si tratta di una vera e propria «schedatura etnica». Paolo Ferrero, ex ministro della Solidarietà sociale, Prc, parla esplicitamente di «fascismo» e dice: «Mi metterò in fila anche io per farmi schedare». Marco Minniti, ministro ombra dell´Interno per il Pd, invita ad «obbligare i genitori nomadi a mandare a scuola i loro figli: si toglierebbero i minori dalle strade e si avrebbe un loro censimento».

Violenza sulle donne

Giugno 6, 2008

Stavolta la vittima è un´immigrata marocchina. Di tredici anni. E lo stupratore un italiano. Un trentenne che nel febbraio scorso ha abusato della ragazzina dopo averla adescata davanti a una scuola del Gratosoglio. L´ha portata a casa sua, e dopo la violenza lei è rimasta incinta. La madre, una signora musulmana che fa la colf, si è rivolta al consultorio e alla polizia. Per denunciare l´accaduto e per essere aiutarla in un momento terribile. La ragazza ha abortito, subendo una doppia violenza. E lo stupratore è stato arrestato. Succede in una Milano dove la violenza sessuale - quella che si vede, non quella nascosta tra le mura domestiche - ha spesso per protagonisti immigrati. E per vittime donne italiane.
Non è andata così, le parti si sono invertite. E nessuno o quasi, tra i rappresentanti delle istituzioni, in particolare nel centrodestra, ha nulla da dire. Tace il sindaco e tace il suo vice. Dal centrosinistra, si fa sentire il presidente della Provincia Filippo Penati: «Episodio gravissimo, la dignità delle persone dev´essere in cima all´impegno delle istituzioni, bisogna perseguire i delinquenti e i criminali di qualsiasi Paese essi siano». L´unico commento ufficiale dalla giunta di Palazzo Marino arriva alle 19.01, sei ore dopo che la notizia è stata sparata nei titoli del Tg: è dell´assessore Tiziana Maiolo, avvisata del fattaccio poco prima dai cronisti: «Lo stupro è sempre un fatto gravissimo, non ha colore e ovviamente non è più o meno grave se a commetterlo siano cittadini italiani e stranieri».
Punto. Il silenzio è assordante, e la prima a mettere il sale sulle ferite è una signora molto di destra, spesso in prima linea nella difesa delle donne immigrate. «Non si possono avere due pesi e due misure - si indigna Daniela Santanché - , trovo orrendo e anche razzista il vuoto di dichiarazioni dei politici; se lo stupratore fosse stato uno straniero, si sarebbe subito levato il coro di quelli che incitano alla caccia all´uomo, purché immigrato». Batte lo stesso chiodo, nel gioco dell´immaginiamo-che-cosa-sarebbe-successo, Susanna Camusso, segretaria lombarda della Cgil: «Come minimo i nostri amministratori avrebbero chiesto poteri speciali in materia di sicurezza». Poi si dice «spaventata per l´escalation della violenza sulle donne, che colpisce anche ragazzine», e conclude che «il problema va affrontato con un cambio di passo, sul terreno dell´educazione e della prevenzione, non come fa la destra che strumentalizza solo certi episodi dimostrando nessun interesse reale a cambiare questa situazione».
«Il tema della sicurezza - aggiunge la capogruppo del Pd in Provincia, Arianna Cavicchioli - riguarda tutte le donne, a prescindere dalla loro etnia, e il silenzio della destra di fronte a questa vicenda orribile dimostra una volta di più una lettura a senso unico del problema, quasi si pensasse che la sua soluzione consista semplicemente nell´indicarne la gravità solo se le vittime sono italiane». E scuote la testa Francesca Zajczyk, sociologa e consigliere comunale del Pd, che analizza da studiosa il vuoto di reazioni a questa storiaccia derubricata dal pensiero prevalente a caso anomalo, dunque non degno di nota: «Purtroppo la riflessione sui casi di violenza sessuale riguarda esclusivamente chi l´ha compiuta, mentre manca qualsiasi riflessione sulla vittima, perché questo risulta funzionale a un cliché: l´immigrato è sempre persona indesiderata, perché incapace di convivere con noi». Patrizia Quartieri, del gruppo di Rifondazione, la dice così: «Neppure in questo caso bisogna fare una questione di etnia della vittima o dello stupratore, c´è un discorso generale di violenza maschile sulle donne, di potere esercitato attraverso il sesso, e a questo dovremmo badare con più attenzione, evitando una strumentalizzazione politica che può essere fatta anche con il silenzio». 

Clandestini, Berlusconi frena

Giugno 4, 2008

Una marcia indietro che sorprende gli alleati e fa esultare l’opposizione. Silvio Berlusconi torna sulla questione immigrazione, durante la conferenza stampa con il presidente francese Nicolas Sarkozy e dice: “La clandestinità può essere un’aggravante, ma non un reato”. Un’opinione che contraddice quanto fatto finora dal governo (che ha inserito all’unanimità il reato nel ddl) e scatena le proteste della Lega Nord. Il più sorpreso di tutti è il Ministro dell’Interno Roberto Maroni, a cui era toccato anche il compito di illustrare il pacchetto sicurezza. Mentre l’opposizione esulta per l’imprevista frenata del premier.

Onu e Vaticano contro la politica del governo Berlusconi in tema di immigrazione

Giugno 2, 2008

Vaticano: Il Segretario del Pontificio consiglio per i migranti, monsignor Agostino Marchetto, ha riaffermato che “i cittadini di Paesi terzi, come i cittadini comunitari, non dovrebbero essere privati della libertà personale o soggetti a pena detentiva a causa di un’infrazione amministrativa”.
Onu: in un discorso tenuto al Consiglio dei diritti umani a Ginevra, Arbour ha rinnovato l’allarme per l’aggravamento di problemi quali l’intolleranza e la xenofobia. “In Europa sono fattore di enorme preoccupazione le politiche repressive, così come gli atteggiamenti xenofobi e intolleranti, nei confronti dell’immigrazione clandestina e delle minoranze neglette. Esempio di queste politiche e di questi atteggiamenti sono la recente decisione del governo italiano di rendere reato l’immigrazione clandestina e i recenti attacchi contro campi rom a Napoli e Milano”.

2% del PIL prodotto da immigrati irregolari

Maggio 31, 2008

E se per assurdo li mettessero tutti in galera? Beh, se davvero accadesse, il paese perderebbe una discreta fetta della sua ricchezza. Perché al dunque, al di là delle paure e dell’ossessione - sicurezza, i clandestini sono anche una preziosa risorsa. Per restare solo nella sfera economica, che non è certo l’unica: questo esercito di invisibili, che trova comprensione in Vaticano ma è preso di mira dal governo, quando lavora - nelle fabbriche, nei campi, nei cantieri, nelle case degli italiani - produce Pil, dunque benessere. E tanto, anche, come forse non s’immagina.
I calcoli naturalmente sono empirici. Ed è logico, poiché riguardano persone che, per definizione, vivono nell’illegalità e dunque di nascosto. Però un tentativo è possibile. Ci provano gli studiosi della Cgia di Mestre prendendo in esame i 700 mila individui che hanno presentato regolare domanda per emergere dal mondo sommerso in cui vivono. La loro ipotesi si basa sull’idea che questa marea umana ancora oscura produca quanto gli stranieri “regolari”, che sono ormai 2,5 milioni e contribuiscono al Pil per il 9,2% (dati Unioncamere).

Io denuncio

Maggio 30, 2008

I siti Articolo 21 e Women in the City danno pieno sostegno alla campagna Io Denuncio, uno spazio virtuale per denunciare episodi di intolleranza, razzismo, xenofobia, omofobia. La campagna è stata lanciata da Christian Floris, il conduttore di Radio DeeGay vittima di un’aggressione omofoba. Invia la tua denuncia.

Contro l’intolleranza verso il ”diverso”. Io, denuncio!

Incertezza della pena

Maggio 29, 2008

La certezza della pena non esiste più. Ci troviamo in una situazione di «indulto quotidiano», in cui tutti parlano ma nessuno fa. Il capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli, non usa mezzi termini per definire lo stato della certezza della pena in Italia.
NON SI E’ FATTO NULLA - «Viviamo una situazione di indulto quotidiano - dice alle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia del Senato - di cui tutti parlano. Ma su cui non si è fatto nulla negli ultimi anni».

Tortura in 61 paesi del mondo

Maggio 28, 2008

A 60 anni dall’adozione della Dichiarazione universale dei diritti umani, approvata il 10 dicembre 1948 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in almeno 61 paesi del Mondo ci sono prove che sia ancora praticata la tortura; in altri 54 si celebrano processi iniqui e in 77 non è consentita la libera espressione delle idee. Nel rapporto annuale 2008 di Amnesty International, che contiene questi dati, si chiede ufficialmente ai leader mondiali di porgere le scuse per questi 60 anni di fallimenti. E’ un quadro drammatico, che fotografa un mondo che non migliora, anzi. «L’ingiustizia, la disuguaglianza e l’impunità sono i tratti significativi del mondo di oggi» ha detto il presidente della sezione italiana di Amnesty Paolo Pobbiati durante la presentazione del rapporto. «Le crisi dei diritti umani in Darfur, Zimbabwe, Gaza, Iraq e Myanmar richiedono un’azione immediata - ha aggiunto Pobbiati. I governi devono agire subito, per colmare il divario crescente tra ciò in cui s’impegnano e quello che fanno».