Archivio per la categoria ‘Cultura politica’

Lodo e processi rinviati strappo all’uguaglianza

Luglio 4, 2008

Il salario dimenticato

Luglio 3, 2008

Salari greci, imposte norvegesi, Welfare sudamericano. L´impoverimento degli italiani è racchiuso in questo triangolo del paradosso, dove svaniscono l´equità sociale e la giustizia redistributiva.
Nel Belpaese il lavoratore medio guadagna la metà di un «collega» scandinavo, paga le sue stesse tasse, ma senza avere in cambio servizi e sussidi altrettanto efficienti. La manovra del governo Berlusconi scardina la «triade maledetta», e costruisce le condizioni per creare più ricchezza e per spalmarla sulle categorie che in questi anni hanno sofferto di più la perdita di potere d´acquisto? Avevamo la ragionevole certezza che la risposta non fosse positiva. Ora arriva la conferma più autorevole: quella di Mario Draghi.
Per quanto «ambizioso» nel merito (come lo definisce il governatore della Banca d´Italia) e per quanto innovativo nel metodo (come lo avevamo giudicato all´indomani della sua approvazione) il piano triennale di Berlusconi e Tremonti ha un limite imperdonabile: ignora la «questione salariale», che resta una vera emergenza nazionale.

Massimo Giannini, da La Repubblica

CSM boccia il salva premier

Luglio 2, 2008

Quella parte del decreto legge già approvato dal Senato e ora in discussione alla Camera pone «problemi di compatibilità» con alcuni principi costituzionali, presenta «profili di grave irragionevolezza» e rischia di ingolfare una macchina giudiziaria che già così non è molto efficiente. Alla fine la norma, dice il Csm, finisce per assomigliare molto ad «un´amnistia occulta». Giudizi che hanno raccolto 21 voti a favore. Hanno votato contro i due laici di centrodestra Michele Saponara e Gianfranco Anedda. Il laico Udc Ugo Bergamo ha votato un suo documento.

Impronte digitali

Luglio 1, 2008

«Una proposta indecente». Famiglia Cristiana boccia duramente la proposta del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, sulla raccolta delle impronte digitali dei bambini rom. «Alla prima prova d’esame - scrive Famiglia Cristiana nell’editoriale del nuovo numero - i ministri “cattolici” del governo del Cavaliere escono bocciati, senza appello. Per loro la dignità dell’uomo vale zero. Nessuno che abbia alzato il dito a contrastare Maroni e l’indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai bambini rom». «Avremmo dato credito al ministro - sottolinea il giornale di ispirazione cattolica nell’editoriale di questa settimana - se, assieme alla schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a scuola, togliendoli dagli spazi condivisi coi topi. Che aiuti ha previsto? Nulla».

Bertolt Brecht, 1931

Giugno 28, 2008

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari perchè rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zito, perchè mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perchè mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perchè non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”

Bertolt Brecht , 1931

Il luglio del cavaliere

Giugno 27, 2008

BERLUSCONI scatena sempre l’inferno quando saltano fuori en plein air le sue performance ai bordi (o al di là) della legge. Una memoria acustica non più protetta dal segreto racconta la materia delle mirabilia di tycoon e delle fortune di premier. Sono parole che possono finalmente spiegare la natura della sua odierna, frenetica “ossessione giudiziaria”; la direzione dei passi di oggi, le iniziative di domani imposte come capo del governo a un Parlamento obbediente.

di GIUSEPPE D’AVANZO, da La Repubblica web

“Impronte ai bimbi rom e niente sanatoria per le badanti”

Giugno 26, 2008

Anche i bambini che vivono nei campi nomadi verranno identificati con le impronte digitali. Per dare un nome e un cognome a tutti i rom che vivono in Italia, compresi i più piccoli. Tecnicamente sarà un «censimento» e non una «schedatura etnica». Lo dice lo stesso ministro dell´Interno Roberto Maroni, consapevole di affrontare un argomento molto scivoloso. L´esecutivo, per bocca di Maroni, mantiene sull´immigrazione una linea di rigore assoluto: nessuna sanatoria generalizzata, tantomeno per le badanti. Ma la posizione di altri colleghi di governo è di segno opposto. Non è un segreto l´esistenza di una bozza di emendamento al decreto sicurezza, (autori gli uffici dei ministeri delle Pari Opportunità e del Welfare) che prevede la regolarizzazione delle straniere irregolari che già lavorano assistendo anziani con più di 70 anni. «Indiscrezioni giornalistiche», taglia corto il ministro Maurizio Sacconi. Sia sulle impronte ai minori, sia sulle badanti la reazione dell´opposizione non è per nulla tenera. Altroché censimento: per Rosy Bindi, Pd, si tratta di una vera e propria «schedatura etnica». Paolo Ferrero, ex ministro della Solidarietà sociale, Prc, parla esplicitamente di «fascismo» e dice: «Mi metterò in fila anche io per farmi schedare». Marco Minniti, ministro ombra dell´Interno per il Pd, invita ad «obbligare i genitori nomadi a mandare a scuola i loro figli: si toglierebbero i minori dalle strade e si avrebbe un loro censimento».

Berlusconi: «I giudici sono un cancro», la Confesercenti fischia il premier

Giugno 25, 2008

Il premier Silvio Berlusconi torna ad attaccare duramente i giudici, raccogliendo fischi e “buuuh” e solo qualche applauso dalla platea della Confesercenti. «I giudici e i pm ideologizzati - è stato l’affondo del presidente del Consiglio - sono una metastasi della nostra democrazia».

Inflazione programmata

Giugno 23, 2008

Con l’inflazione programmata fissata dal governo all’1,7% gli stipendi perderanno circa 500 euro l’anno. Lo dice il segretario della Cgil Guglielmo Epifani alla Festa nazionale della Cisl a Levico Terme (Trento).

16 ergastoli per i boss della camorra

Giugno 20, 2008

Roberto Saviano, perché era importante essere in quell´aula bunker?
«Perché questa sentenza può significare moltissimo. È solo una battaglia. È ancora l´inizio. Ma arriva in un momento in cui i casalesi avevano rialzato la testa, avevano firmato una strategia del terrore, lasciato a terra buoni e cattivi con la loro offensiva di sangue. Volevano il silenzio a tutti i costi. E invece ottengono un verdetto che infligge ergastoli su ergastoli, e impone a loro il silenzio: con l´isolamento diurno per due anni al padrino Schiavone, detto Sandokan, e ai suoi fedelissimi».
T-shirt nera d´ordinanza, giacca in tinta, gli anelli d´argento ai due indici. Roberto Saviano entra nell´aula bunker di Poggioreale coperto da ogni lato da sette carabinieri in borghese protetti da giubbotti antiproiettili. Gli sono accanto il procuratore antimafia Roberti, due ufficiali dell´Arma. È pallido, e per sdrammatizzare sussurra: “Sembra che qui sia io più blindato di Sandokan”. Un modo per sciogliere la tensione, mentre il presidente di Corte d´Assise comincia a leggere
Saviano, sull´onda di Gomorra, finito nel frattempo sia al cinema che al teatro, la sentenza Spartacus è diventata battaglia culturale.
«È questo l´altro aspetto che può far male al gotha imprenditoriale e criminale. Lo Stato dovrà superare altre battaglie, prima di poter dire che ha piegato la mafia dei casalesi. Ma questo resta un giorno da fissare. Una chiosa che si deve all´impegno e alla tenacia di alcuni. E al sacrificio di altri che non ci sono più».
A chi pensa?
«Ai caduti per mano dei mafiosi casalesi, quelle vittime che non hanno avuto sufficiente memoria. Ai magistrati e agli investigatori, poliziotti e carabinieri, che non si sono mai fermati, anche quando la lotta era impari, quando non c´erano pentiti e non esistevano varchi possibili per sfondare il clamoroso muro di omertà che circondava l´impero dei casalesi radicato sul profondo consenso. Penso anche ai cronisti che hanno lavorato nell´ombra negli ultimi dieci anni».
C´è il rischio che ora la soddisfazione possa stemperare la corsa contro il tempo necessaria al buon esito di altri processi, legati al potere economico dei casalesi?
«Questo rischio va scongiurato. Ma se la pressione mediatica resta forte e motivata, allora i casalesi e il potere criminale che essi rappresentano avranno più nemici, più occhi, più fronti aperti, più possibilità di soccombere».
Nel corso di un´udienza di questo processo, due mesi fa, fu letta quella lettera che conteneva le minacce rivolte a lei, al magistrato Raffaele Cantone, alla giornalista Rosaria Capacchione. C´è anche una sfida personale, nella sua presenza all´aula bunker?
«Il merito dell´attenzione esplosa sui casalesi, l´ho detto altre volte, non è di chi scrive, ma di chi decide che questo conto. Di chi legge e fa domande, interroga lo Stato, chiede risposte efficaci. È importante che adesso non si smetta. Sono in piedi altri tronconi del processo Spartacus, bisogna vedere quali tempi e quale sorte i versanti giudiziari che riguardano i manager delle grandi imprese, il livello delle connivenze politiche»
Dopo questo verdetto, acquista più senso la sua vita blindata?
Saviano tira le labbra in un sorriso amaro, mentre resta sotto l´assedio di 11 telecamere, decine di cronisti. «Questo non lo so. Non lo so ancora». La scorta lo porta di nuovo via di peso, lui ringrazia prima di andare. 

Da La repubblica