Delusione e speranza

By pdemocratico

Sono deluso. Sono deluso di quello che succede nel PD a Napoli. Mi chiedo come è possibile che chi da 15-20 è in politica, ha fatto e avuto molto, faccia qualsiasi cosa per rimanere sulle sue poltrone nonostante sia evidente a tutti che si debba ritirare.  Iervolino e Bassolino incarnano il male tremendo della politica italiana. Il potente che per troppo tempo ha avuto in mano le leve del potere, creando ramificazioni profonde e che pur di mollare preferisce distruggere tutto.

Mi risuonano nella mente le parole di Mario Pirani oggi su La Repubbliaca: ” E´, dunque, dalle fondamenta che bisogna partire, approfondendo l´analisi di Berlinguer e individuando le ragioni di quell´espandersi del potere politico dagli ambiti suoi propri (il Parlamento, l´Esecutivo, i consigli elettivi e le giunte degli enti regionali e locali) alla prorompente occupazione e gestione diretta di ogni spazio pubblico e parapubblico. Al punto che, quando questo spazio è apparso insufficiente per accontentare la colonizzazione forzata messa in atto dalle orde crescenti dei nuovi «conquistadores», se ne sono inventati dei nuovi. Sono sorti così negli anni recenti migliaia di enti inutili, organismi di presunte promozioni, fotocopie di comodo degli assessorati già esistenti, duplicati di funzioni e quant´altro l´inventiva partitocratica è riuscita ad immaginare. Questa “razza” partitocratica, impropriamente definita classe dirigente, è paragonabile ad una pianta parassitaria infestante che ha trovato un particolare terreno di coltura nel regionalismo spurio e nel localismo trionfante, frutto della riforma del Titolo V della Costituzione. Il federalismo sconnesso che ne è seguito e che perverrà al suo massimo quando il resto della riforma andrà in porto, con compiacimento massimo dei suoi autori e fruitori, renderà ancor più penetranti e abbarbicate le radici della malapianta”.

Mi apre il cuore la sua conclusione, la conclusione di chi ha vissuto momenti difficili nella sua vita e di chi sa cosa significa lottare per un ideale: ” Chi, come il sottoscritto, ha maturato una visione così desolante della realtà italiana, non riesce ad essere ottimista sul futuro prossimo. Eppur tuttavia una speranza di ripresa esiste: essa risiede nel dna non cancellato di quel popolo democratico e repubblicano, memore della nostra Storia e geloso dei valori costituzionali, in non poche occasioni riemerso inopinatamente. Se nel Pd esiste ancora un nucleo,  grande o piccolo,  in grado di riproporre la liberazione e, per quanto riguarda le amministrazioni riformiste, l´auto liberazione, della cosa pubblica allargata dalla occupazione partitocratica di sinistra e di destra, ebbene questo nucleo può sperare ancora di rovesciare la situazione. Non senza duri scontri all´interno e all´esterno del suo campo d´influenza. Qui è il nodo anche della cosiddetta questione morale”.

Resistere, resistere, resistere!

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