Il passato, il presente e il futuro

By pdemocratico

Giuseppe De Rita intervistato su La Repubblica.

“Il centro e la sinistra devono lavorare dal basso, intercettare le “minoranze vitali” trascurate:

Nanni Moretti ha ragione – dice – tutto oggi sembra vuoto, occorre riprendere il filo delle integrazioni strutturali, ma senza credere mai nel primato dell´opinione, come sembrano fare Veltroni, Scalfari, Moretti stesso, i giornali e anche parte della Chiesa. Posso dire che odio la parola opinione, figlia di processi culturali che mirano a far opinione con emozioni, mai con la coscienza.”
Ma la memoria, professor De Rita? Come può vivere un paese senza più memoria?

“Caro mio, veniamo da lontano e andiamo lontano, dicevano i comunisti. Poi hanno dismesso lo slogan perché era troppo comunista. Anche San Tommaso diceva che la Chiesa deve essere bioculata, con un occhio davanti e uno di dietro. Regole fondamentali in una società che ormai vive senza passato e, purtroppo, senza futuro. Il Pci ce l´aveva la biocularità, poi se l´è giocata male. Ma la nostalgia della memoria che manifesta Veltroni oggi non fa bene. Ha senso solo se il tuo presente orienta il futuro, altrimenti un grigio presente produce soltanto nostalgia del passato”.

Per orientare il futuro occorre avere una ben chiara idea di società che intercetti quelle che De Rita chiama “le minoranze vitali”. Le ascolti e le coltivi senza guardare troppo alla destra e alle sue politiche (razziste).

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