Arroganza russa e disastro americano

By pdemocratico

La Russia mostra la sua faccia sempre più imperialista. tutto questo non sarebbe forse accaduto se gli Stati Uniti non fossero passati in otto anni da un disastro a un altro, disastri politici, militari, e crisi economico-finanziaria. Se il loro prestigio non fosse andato parzialmente in cenere tra Guantanamo e Abu Ghraib.
Né ci sarebbe stata (adesso, e nelle forme che ha avuto) la guerra d´agosto nel Caucaso, senza l´incredibile avventatezza con cui Bush aveva montato l´”alleanza” Washington-Tblisi. Presentando Saakashvili come uno statista di prima grandezza, sbandierando l´idea d´un rapido ingresso della Georgia nella Nato, mandando a Tbilisi consiglieri e istruttori militari. Su questo non ci sono dubbi: gli errori americani nel guardare alla Russia di Putin (nonostante i decantati studi russo-sovietici di Condoleezza Rice) sono serviti al “ritorno della Russia” anche più dei prezzi di petrolio e gas, aumentati sei volte da quando a Mosca si è insediata al potere una consorteria di ex agenti segreti.
E fortuna che gli alleati europei siano riusciti a fermare il presidente americano sull´orlo del crepaccio. Come sarebbe più complicata e rischiosa oggi, infatti, la situazione, se all´ultimo vertice Nato gli europei non avessero bloccato la procedura d´adesione della Georgia, calorosamente, insistentemente richiesta da George W. Bush. Ma anche se sono riusciti ad evitare il peggio, resta che gli alleati dell´America devono adesso affrontare un compito molto difficile. Prendere le misure, loro prima del nuovo presidente americano, della politica di potenza, neo-imperiale, d´un regime furbo, cinico, sfrontato e con grandi mezzi finanziari a disposizione, che sembra deciso a cogliere il momento della debolezza dell´Occidente.
Questa debolezza non è militare, strategica, perché le forze armate russe sono ancora in via di riorganizzazione, e ci vorranno quindi parecchi anni prima che esse possano costituire (compreso il settore delle armi nucleari) una minaccia. Ma il fatto è che il nazionalismo russo, la spinta rabbiosa a ricucire le ferite, lenire le umiliazioni della terribile sconfitta subita dalla Russia sovietica, rappresentano oggi una forza, uno spirito vitale come si diceva un tempo, che in Occidente oggi non si colgono. Il momento è russo. Sono i russi a battere forte i piedi, a spintonare, sulla scena internazionale. 

Come servirebbe un’america plurilaterale e meno arrogante!!!!! 

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4 Risposte a “Arroganza russa e disastro americano”

  1. Kilibangio Dice:

    ah quindi è colpa degli americani se i bambini scorbutici ed irritabili hanno mandato qualche decina di tank a mettere a ferro e fuoco uno stato sovrano ed indipendente? e l’ingresso della georgia nella nato avrebbe complicato le cose non garantito di più i diritti di un popolo? Senti, hai pisciato fuori dal vasino. Articolo ridicolo.

  2. pdemocratico Dice:

    Leggi meglio caro.
    Non è colpa degli americani, certo la politica estera di quel genio di Bush non ha aiutato. Infatti è stata disastrosa.

  3. marco Dice:

    strano, vero, che l’america appoggi un paesello come la georgia contro un gigante come la russia, non credete? e ancora più strano è che la georgia gridi al lupo al lupo in attesa che papà stati uniti accorra. ma ancora ancora più strano è che i repubblicani stavano perdendo, ma ora riguadagnano terreno. e mccain non vede l’ora di imbracciare un fucile per proteggere i suoi bravi bambini americani spaventati da una seconda guerra fredda. riflettete gente, riflettete. di colpi di stato creati ad arte, bugie, strategie militari e spionistiche, interventi per la pace, l’america ce ne ha dato un ottimo esempio in settant’anni di guerre a casa degli altri. ma se Dio esiste…

  4. gianni Dice:

    Questa crisi in Georgia al di la’ di tutto ha dimostrato come la presunta iperpotenza americana: militare ecc.. non sia altro che un iper bluff, come i russi si sono mossi abbiamo visto un’America con la coda fra le gambe…del resto come potrebbe essere altrimenti quando basta un SS-18 Satan a spinare tutti gli USA nel giro di un quarto d’ora.

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