Archivio per 2 Maggio 2008

Il mostro mite! Per riflettere….

Maggio 2, 2008

Sinistra e modernità: due parole compatibili o una contraddizione insanabile? A chiederselo è Raffaele Simone, uno dei più noti studiosi europei di filosofia del linguaggio. E le considerazioni che vengono alla penna dello studioso non sono di certo tra le più incoraggianti: alle soglie del XXI secolo, di fronte al Mostro mite (leggi: la società moderna e globalizzata), la sinistra si è trovata disattenta o, al peggio, impreparata. Simone tenta di suonare la sveglia, cercando di interpretare in modo inedito e per nulla aprioristico la realtà quotidiana. Da regalare al popolo della “No-Tav” e ai suoi più entusiastici sostenitori.
Raffaele Simone attacca i luoghi comuni della sinistra: ovunque abbia governato ha fallito, le sue parole d’ordine sono svuotate di senso, la sua proposta politica è vaga e spesso incoerente. Peggio, non ha capito il cambiamento: si è trovata del tutto impreparate di fronte alla globalizzazione, che ha investito la produzione, la finanza e il commercio e ha creato nuovi imponenti flussi migratori. Soprattutto, non si è accorta di una nuova destra, la neodestra, che ha costruito le sue fortune sul consumo e sul dominio dell’immagine, accantonando gli aspetti più clamorosamente repressivi e reazionari.

“Ma io sono di sinistra” - rivendica orgoglioso lui.
“Piantala, che ci stanno guardando tutti!” - lo ammonisce lei.
È una vignetta del grande Altan, che Raffaele Simone premette al suo ultimo libro, Il Mostro Mite.

Nel suo libro spiega come mai la sinistra non vincerà mai le elezioni. E perché anzi in Occidente rischia di sparire.
Da bravo linguista, Simone è attento alle parole. Parole come travaglio, che la sinistra italiana usa tutte le volte che deve nascondere in soffitta una sua idea storica. E la soffitta comincia a essere molto affollata, visto che il mondo occidentale tende tutto - dice l’autore - a destra, e alla sinistra non rimane che tener fermi valori sempre più annacquati, e con un senso di disagio, di vergogna, sempre maggiore.
E qui sta il punto. Essere di sinistra, oggi, è uno stress continuo. Se usi troppa acqua per farti la doccia, se inquini andando in macchina, se non batti uno scontrino, se non paghi una tassa, se tradisci la tua donna, se ti coglie un pensiero razzista: tutte queste cose ti fanno sentire in colpa.
Chi è di destra può serenamente pensare che i rom siano tutti ladri, lanciarsi in sparate qualunquiste, andare a puttane: nessuno gli dirà nulla. Essere di destra oggi, in Italia, è insomma molto più rilassante.
Serve altro per spiegare il 3% di Bertinotti?
Raffaele Simone, Il mostro mite, Garzanti, pp.172, euro 12