Giornata mondiale contro l’omofobia: l’Amore conta

Maggio 17, 2008 by pdemocratico

Ancora una volta si parla di discriminazioni sessuali. Una mamma che pugnala la figlia dopo la confessione della sedicenne di avere una relazione con una diciottenne. Un fatto ancora inaccettabile per la società contemporanea. In questo panorama oggi si svolge la giornata mondiale contro l’omofobia che coinvolge quasi quaranta nazioni, che con diverse iniziative cercano di dare uno scossone a quella società che sembra stia tornando ai tempi della lapidazione….

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Gli approfondimenti di rai 3

Maggio 17, 2008 by pdemocratico

Comunicato sindacale del 16.05.08

No al ridimensionamento degli approfondimenti di rai 3

Dopo i fatti di Ponticelli è caccia al Rom in tutta Italia

Maggio 16, 2008 by pdemocratico

Dopo i fatti di Napoli, dove alcuni cittadini del quartiere Ponticelli hanno assaltato e bruciato diverse baracche in un campo nomadi dopo un sospetto rapimento di bambina da parte di una Rom di 16 anni, gli episodi di violenze e di intolleranza verso i “figli del vento” aumentano in maniera preoccupante.
Nella città partenopea le ronde antigitane dilagano, spingendosi soprattutto nelle zone in cui esistono piccoli e grandi insediamenti di Rom. Lo dichiarano gli attivisti del gruppo EveryOne, associazione internazionale di tutela dei diritti umani che da anni si batte per la salvaguardia dei diritti dei popoli Rom e Sinti in Italia. Testimoni vicini all’associazione segnalano diversi episodi di ingiurie, minacce e maltrattamenti inflitti a bambini, donne (anche incinte) e uomini “zingari”. I Rom evitano di percorrere le zone popolose della città e le famiglie non rimangono mai isolate.
Elisabetta Vivaldi già assistente dell’eurodeputato ungherese Rom Viktoria Mohacsi, ricercatrice e attivista della cultura e della storia del popolo Rom, in una lettera inviata al sito del gruppo EveryOne scrive preoccupata: «Ho sentito la mia amica sul campo, è disperata perchè se non esce per andare a Torre del Greco presso la chiesa dove è sempre andata, non mangia, né lei né i suoi figli, che tra l’altro vanno a scuola. Le ho detto di stare attenta, ho paura che le facciano qualcosa e la lincino, o come mi ha detto, tutti sono in allarme perchè temono un’incursione e che anche a loro venga fatta la guerra con le molotov e con le mazze»
Roberto Malini del gruppo EveryOne, ci racconta di aver parlato con un testimone il quale ha visto, sempre a Napoli, un gruppo di uomini afferrare un bambino Rom romeno di circa sei anni, percuoterlo, coprirlo di insulti, denudarlo e lavarlo - come un animale - sotto il getto di una fontana pubblica. Altra storia inquietante è quella di Rebecca Covaciu, la ragazzina Rom romena di 12 anni, premiata il 6 maggio scorso a Genova con il Trofeo Unicef per meriti artistici nell’ambito del Festival Interculturale Caffè Shakerato, attualmente ospitata presso la ex scuola “Grazia Deledda” di Napoli. Roberto Malini in contatto con il padre Stelian Covaciu, pastore della chiesa pentecostale, racconta la telefonata avuta ieri: «Non vengono a prenderci e a bruciarci vivi solo perché c’è la protezione civile, ma non possiamo uscire dalla scuola e non abbiamo nulla da mangiare. Non puoi immaginarti quanta violenza c’è attorno a noi. mia figlia e gli altri bambini piangono terrorizzati e nessuno ci aiuta». Dice ancora Malini «Gli avvenimenti riguardanti aggressioni contro i Rom sono davvero tanti. La polizia presidia i luoghi in cui i Rom si sono rifugiati, ma si vedono mazze, spranghe, coltelli, bastoni. Nessuna assistenza è offerta ai Rom assediati: né cibo né acqua né assistenza ai malati e alle donne incinte».
A Milano una ronda di razzisti percorreva la zona di via Morosini, nel quartiere Monforte, alla ricerca di Rom. Nella stessa zona una bomba molotov ha incendiato un edificio abbandonato in cui vivevano alcuni Rom, già oggetto l’altro ieri di un pestaggio. A Roma circolano pericolose ronde anti-Rom, armate di spranghe, mazze, coltelli. La polizia presidia alcune zone calde, ma campi come il Casilino 900 sono abbandonati a se stessi. A Pisa la polizia ha distrutto alcune baracche, mettendo famiglie Rom sulla strada.
Victor Lacatus e la sua famiglia, che hanno già subito aggressioni e che hanno perduto una bambina nel famigerato “Rogo di Livorno”, sono stati gettati sulla strada senza alcuna assistenza e la polizia ha distrutto la baracca in cui vivevano. Ricordiamo che Victor subì condanna a un anno e sei mesi di carcere per “abbandono di minore” in seguito al tragico incendio, nonostante la morte dei bambini nella loro baracca fosse stata rivendicata con una lettera ai giornali dal gruppo di estrema destra “Gape” e nonostante le indagini del gruppo EveryOne avessero dimostrato agli inquirenti la matrice razzista dell’evento.

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La democrazia?

Maggio 15, 2008 by pdemocratico

Come spesso accade, e purtroppo, fra la magniloquente declamazione dei valori e la modesta pratica di guidare decentemente un´assemblea parlamentare corre una distanza che il presidente Fini, ieri mattina, ha illustrato nel peggiore dei modi; allorché, rispondendo all´onorevole Di Pietro che protestava per le interruzioni, ha detto: «Ovviamente dipende da quel che si dice».

PUOI PARLARE SE DICI QUELLO CHE VA BENE AL PRESIDENTE DELLA CAMERA!?!?!?!?! 

La sindrome del nemico

Maggio 14, 2008 by pdemocratico

Devono stare attenti tutti governo, partiti, media a misurare le parole e i concetti, e a non evocare l´inferno, che ogni giorno è in agguato dietro la solitudine e lo smarrimento delle nostre nuove vite globalizzate. Napoli è sempre stata una città di straordinaria accoglienza. La sua storia è uno sterminato e millenario accumulo di depositi europei e mediterranei, di incroci, di fusioni, di convivenze l´ha resa fortunatamente così.
Sono perciò tanto più preoccupanti e inattesi i fuochi di violenza razzista - una specie di esasperata e abnorme rappresaglia - che arrivano da qualcuna delle sue più tormentate periferie. E sono segnali che non dobbiamo sottovalutare.
Leggendo i nomi dei quartieri e delle strade coinvolte - Ponticelli, via Argine - viene subito da pensare a un´atroce guerra di diseredati: la disperazione della Napoli più devastata dai suoi mali recenti e lontani, contro la disperazione di chi non fa altro che galleggiare nel vuoto del proprio degrado. La guerra degli abbandonati, dei lasciati soli, dei senza-Stato, da entrambe le parti.
Ma questa storia non ci parla solo di Napoli, e delle sue tragedie. Napoli è soltanto un nervo scoperto. Non è lei soltanto - una sua parte - che rischia di perdersi. È l´intero Paese ad essere scosso da un brivido che viene dal suo fondo più buio, e che in qualche caso sta assumendo i tratti di una vero e proprio riflesso condizionato. Paura di non farcela, di non riuscire a padroneggiare il proprio destino, di vedere polverizzati i legami sociali su cui si pensava di poter contare, di non sapere più gestire problemi anche elementari di convivenza, di confronto con la diversità. Paura di vedersi ridotti i propri spazi di vita, le proprie risorse, il proprio tempo. Paura di scoprire nell´”altro” il nemico, alla soglia di casa.
Ebbene, dobbiamo avere il coraggio di dire che se questa “sindrome del nemico” si radica nei nostri comportamenti collettivi, se diventa una parte - anche minoritaria ma pur sempre attiva - del nostro contesto culturale, del nostro vissuto sociale, del nostro sfondo mentale, allora noi saremo perduti. Perduti come Paese, perduti come società viva e capace di innovazione, di slancio, di sviluppo. Perduti, in una parola, come protagonisti sulla scena del mondo. Diventeremo una comunità chiusa e ringhiosa - come non siamo mai stata - senza futuro e senza storia.
Questo, naturalmente, non ha nulla a che fare con problemi effettivi di gestione della sicurezza urbana e di repressione dell´illegalità, che dobbiamo saper affrontare in modo efficiente e realistico, e anche diverso rispetto al passato. In questo senso, ogni sforzo di razionalizzazione delle misure e dei provvedimenti da parte del nuovo governo non potrà che essere benvenuto. Ma ha molto a che fare invece con un´ideologia della serrata, (qualche giorno fa ho scritto “del guscio”), della chiamata a raccolta delle forze “sane”, della difesa di una nostra identità immaginata come minacciata e in pericolo, di un rifiuto di tolleranza e di confronto, che si sta pericolosamente diffondendo, che ha i suoi propugnatori e adepti, e che rischia di immettere tossine nei nostri pensieri di cui proprio non avremmo bisogno.
E c´è qualcosa di più da aggiungere. Questa non è solo una questione di etica - che pure non sarebbe cosa da poco. È in gioco la nostra capacità e la nostra volontà di continuare a rimanere un Paese moderno, o di uscire fuori dal vento della storia. Chiusi e intolleranti si muore. Aperti e accoglienti si vince. Non c´è altra verità. E dunque il problema non è di scegliere fra due strade entrambe praticabili, ma di come attrezzarci per poter percorrere l´unica possibile. Come far sentire meno “soli” i nostri cittadini, meno abbandonati a se stessi nella gestione di ogni convivenza culturalmente più complessa, più rassicurati dalla vicinanza dello Stato e delle istituzioni. Più protetti, e più aperti. La desolazione sociale di Ponticelli genera mostri. Da entrambi i lati. È quello il male assoluto, è lì che l´”altro” diventa il nemico. Quanto è accaduto parla di noi e delle nostre impotenze, molto di più che dei rom e della loro cultura.

ALDO SCHIAVONE, da La Repubblica

Le reazioni al discorso del Papa

Maggio 13, 2008 by pdemocratico

Aborto, il Papa contro la legge 194 “Una ferita per la società italiana” .

Le reazioni:

ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna. «Il problema non è discutere la 194 - spiega - ma applicare la cultura della vita che in questi trent´anni, come dice giustamente il Papa, è stata svilita. Serve una normativa a favore della famiglia che incentivi le nascite e a favore delle donne affinché rinuncino ad abortire». Ha ragione il Pontefice, insomma, ma la legge non si tocca.

Alessandra Mussolini : «Aborto e maternità debbono entrare subito nell´agenda politica poiché sono emergenze sociali da affrontare immediatamente. Il richiamo del Santo Padre non può cadere nel vuoto».

ex ministro Livia Turco: «la 194 è una legge che ha funzionato, dimezzando in questi 30 anni gli aborti in Italia e non va cambiata ma applicata in tutte le sue parti».

Anna Finocchiaro, capogruppo al Senato, invita «colleghe e colleghi che vogliono metterla in discussione ad attenersi alla legislazione italiana».

I clandestini raddoppiano, i reati diminuiscono.

Maggio 12, 2008 by pdemocratico

Gli extracomunitari clandestini presenti in Italia sono almeno 650 mila. In pratica sono irregolari undici immigrati ogni mille abitanti. E il numero degli stranieri senza permesso è quasi raddoppiato rispetto all’anno scorso. Lo afferma ‘il Sole 24 Ore del lunedì’ sulla basei dei dati dell’ultima operazione flussi, della Fondazione Ismu e dell’Istat.

E’ Brescia a guidare la classifica degli stranieri irregolari (in questo caso 32) ogni mille abitanti. Seguono Mantova (29) e Modena (25). Anche la classifica delle densità degli stranieri (regolari e irregolari) ogni mille abitanti è guidata da Brescia. Nella città lombarda gli stranieri sono 13,5: più del doppio di una media nazionale che indica una quota di stranieri ogni mille abitanti ferma a 6,1. Dopo Brescia, in classifica, seguono Prato (12,9) e Mantova (12,2). La stima di 650 mila clandestini riporta il livello della irregolarità ai picchi più alti della storia recente. A un livello appena superiore, infatti, si era arrivati solo nel 2002 e nel 2006, prima di una “caduta” registrata nel 2007.

Il pifferaio miliardario

Maggio 11, 2008 by pdemocratico

Ora si sacrificheranno banche e petrolieri.

Però sulle frequenze delle televisioni non abbiamo mai sfiorato il problema, tra breve rete 4 ci obbligherà a pagare una onerosa multa europea. Dire qulcosa di sinistra no è……

Formigoni bocciato dal Tar della Lombardia

Maggio 10, 2008 by pdemocratico

Il Tar della Lombardia boccia le linee guida di Roberto Formigoni sull´applicazione della legge 194 sull´aborto e accoglie il ricorso presentato da un gruppo di medici e dalla Cgil Lombardia. Per conoscere i dettagli, bisognerà attendere la lettura dell´ordinanza lunedì, ma quello che è certo che ieri il tribunale amministrativo lombardo ha accolto la richiesta di sospensiva presentata dagli avvocati Ileana Alesso, Vittorio Angiolini e Marilisa D´Amico. «Questa sentenza - spiega il segretario generale della Cgil Lombardia Susanna Camusso - è un importantissimo risultato, che ripristina l´unicità della 194 su tutto il territorio nazionale, negando il principio che le singole regioni possano limitare la libertà di scelta della donne. Inoltre, questa sentenza ripristina la libertà delle donne e dei medici e fa anche giustizia delle recenti polemiche che hanno visto la Lombardia forzare equilibri e potestà nazionali su un tema delicato come quello dell´applicazione della legge sull´aborto. Ora Formigoni ritiri le linee guida e apra il confronto con i soggetti interessati».
Una vera doccia fredda per il Pirellone, che poco meno di due mesi fa aveva di fatto “silurato” in Conferenza Stato-Regioni le linee guida sulla legge 194 proposte dall´ex ministro della Salute Livia Turco, ritenute «troppo abortiste» perché prevedevano, tra l´altro, la presenza di un medico non obiettore di coscienza in ogni distretto e la pillola del giorno dopo come contraccettivo di emergenza disponibile.
La Lombardia, in precedenza, aveva introdotto a fine gennaio le “sue” linee guida. In base alle quali, l´aborto terapeutico non è più consentito oltre le 22 settimane e tre giorni, come indicato da un comitato scientifico seguendo ciò che già era stato adattato alla Clinica Mangiagalli dal 2004. «Con quest´atto - aveva spiegato allora il governatore Formigoni - si intende dare un contributo concreto alla legge 194 sull´interruzione volontaria di gravidanza che guardi al dramma della donna e che dia una speranza di vita quando questa può svolgersi: noi abbiamo voluto dare questa speranza».
Sorpresa, ma anche piccata la reazione dell´assessore regionale alla Sanità Luciano Bresciani: «Apprendiamo la notizia dal sito Internet del Tar. Avremmo gradito che la comunicazione fosse accompagnata dalle motivazioni, per evitare polemiche ideologiche su un tema così delicato. Abbiamo voluto solo applicare la legge 194, la Turco invece voleva andare oltre. Abbiamo difeso la libertà di scelta delle donne, ma anche la vita». L´assessorato ora si riserva di proporre a Formigoni e alla giunta di ricorrere al Consiglio di Stato.
Di tutt´altro avviso le reazioni dell´opposizione di centrosinistra. «La smania di protagonismo del governatore non sempre aiuta a trovare la soluzioni giuste ai problemi oggettivi, anzi li ingarbuglia - sottolineano Maria Grazia Fabrizio e Ardemia Oriani del Partito democratico - ora il Tar rimette ordine. La legge 194 andava aggiornata o interpretata alla luce delle nuove scoperte scientifiche, cosa che è stata fatta dal ministero della Salute». 

Vittime del terrorismo, è la giornata della memoria

Maggio 9, 2008 by pdemocratico

L’istituzione della giornata della memoria delle vittime del terrorismo colma un vuoto di memoria storica e di attenzione umana e civile che molti di voi avevano dolorosamente avvertito”. Giorgio Napolitano scrive una lettera aperta ai familiari delle vittime del terrorismo. E per farlo sceglie una data particolare, il 9 maggio, il giorno dell’assassinio di Aldo Moroda parte delle Brigate Rosse.